Raramente il mondo dello sport scende direttamente in campo nelle battaglie referendarie, ma questa volta Claudio Marchisio ha deciso di fare eccezione. L'ex mezzala della Juventus e della nazionale italiana, oggi quarantenne, ha condiviso il suo posizionamento politico tramite una storia pubblicata su Instagram al termine della consultazione costituzionale sulla riforma della giustizia. Con il messaggio "Il 'NO' più bello della giornata", Marchisio ha manifestato in modo esplicito il suo appoggio all'esito referendario, raggiungendo i suoi 4,8 milioni di seguaci con una presa di posizione inusuale nel panorama sportivo italiano.

La scelta di Marchisio emerge ancora più rilevante considerando come le campagne referendarie, solitamente, evitino di coinvolgere protagonisti del calcio e dello sport in generale. Questa volta nessun partito ha cercato di arruolare volti celebri per trasmettere messaggi sulla riforma costituzionale, tema complesso e delicato che non si presta facilmente a endorsement da parte di personalità pop. Gli stessi atleti hanno mantenuto una discrezione quasi totale rispetto alle scelte di voto, rendendo la visibilità assunta da Marchisio particolarmente singolare nel contesto di una competizione civile dove gli sportivi hanno preferito l'astensione dal dibattito pubblico.

Dall'abbandono del calcio giocato nel 2019, l'ex numero 8 bianconero ha costantemente dimostrato una forte sensibilità verso le questioni di ordine civile e sociale. Durante i suoi anni come editorialista per il Corriere della Sera, ha affrontato tematiche che andavano ben oltre lo sport: dalle politiche ambientali ai diritti dei lavoratori, dalle dinamiche di razzismo fino ai comportamenti scorretti delle istituzioni pubbliche. Nella sua biografia digitale, una frase riassume il suo pensiero: "Non amo le barriere, se non sui calci di punizione", un gioco di parole che cela una visione progressista e inclusiva.

A livello professionale, Marchisio mantiene da tre stagioni un ruolo come commentatore di calcio per Prime Video, piattaforma dove continua a esercitare la propria influenza nel settore dell'informazione sportiva. La sua scelta di esprimersi pubblicamente sul referendum, sebbene tardiva rispetto alla chiusura delle urne, testimonia comunque il crescente coinvolgimento di personalità del mondo dello spettacolo e dello sport nei processi democratici del Paese, anche quando questi riguardano materie costituzionali complesse come la struttura della magistratura italiana.