Una nuova ondata di tragedie sulle strade di Napoli riaccende i riflettori sulla sicurezza urbana. Nel giro di soli tre giorni, il capoluogo campano piange tre vittime di incidenti stradali, un bilancio che riporta l'attenzione su un problema mai realmente risolto e che continua a mietere vittime innocenti.
A inizio settimana, domenica scorsa, avvenne il primo tragico episodio quando due sorelle di nazionalità ucraina, Zhanna Rubakha e Oksana Kotlova, rispettivamente di 57 e 51 anni, originarie di Leopoli, persero la vita investite da un'autovettura. L'incidente si verificò in corso Garibaldi, nella zona di Porta Nolana. La dinamica dell'accaduto evidenziò subito una responsabilità umana: alla guida del mezzo si trovava un imprenditore che, sottoposto al test dell'etilometro, risultò positivo. Un dato che rappresenta una delle cause ricorrenti di sinistri mortali in città.
A distanza di pochi giorni, un'altra famiglia napoletana ha dovuto piangere una perdita stradale: il professor Italo Ferraro, docente universitario rispettato e conosciuto in città, è deceduto in circostanze ancora in corso di accertamento. La morte del professore rappresenta l'ennesimo capitolo di una serie nera che non accenna a fermarsi.
I numeri dell'emergenza evidenziano comunque un andamento contrastante rispetto ai mesi precedenti. Nel corso del 2025, le vittime da incidente stradale nella città partenopea hanno raggiunto quota 12, un dato sensibilmente inferiore rispetto alle 21 registrate durante tutto l'anno 2024. Tuttavia, la concentrazione di eventi fatali in un arco temporale così ristretto alimenta preoccupazione tra residenti e amministratori.
L'allarme riacceso dai recenti episodi ripropone il dibattito sulla necessità di interventi strutturali per aumentare la sicurezza stradale nel capoluogo: potenziamento dei controlli, campagne di sensibilizzazione sulla guida consapevole e una maggiore attenzione alle infrastrutture rappresentano fronti su cui l'amministrazione dovrà concentrare risorse e impegno nei prossimi mesi.