Prende forma la mobilitazione del movimento No Kings Italia, che sabato prossimo scenderà nelle strade di Roma con l'obiettivo di portare in piazza centinaia di migliaia di persone. La due giorni di protesta inizierà venerdì con un concerto gratuito alla Città dell'Altra Economia, dove si esibiranno artisti come Ditonellapiaga, Mannarino, Daniele Silvestri e Willie Peyote. Il corteo vero e proprio partirà invece alle 14 di sabato da piazza della Repubblica, dirigendosi verso piazza San Giovanni, con l'obiettivo dichiarato di «invadere e bloccare Roma con i nostri corpi», come affermato da Luca Blasi, portavoce dei No Kings Italia e membro di Avs.

La manifestazione rappresenta un momento di contestazione trasversale contro quello che gli organizzatori definiscono come autoritarismo, guerra, riarmo, genocidio e repressione. Al di là del fronte governativo, che secondo il movimento dovrebbe dimettersi in blocco, i No Kings bocciano anche l'opposizione, ritenendo sterile il dibattito sui nuovi equilibri della coalizione di centrosinistra. La vera priorità, sottolineano gli organizzatori, deve essere il rilancio delle politiche sociali e la lotta contro la destra. Particolarmente significativo è il rifiuto esplicito di trasformarsi in una forza politica tradizionale: «Vogliamo restituire la politica ai territori e all'autorganizzazione popolare, non conquistare spazi nei palazzi del potere».

La partecipazione alla manifestazione è già massiccia in fase organizzativa: ben 700 sigle hanno aderito all'iniziativa, tra cui realtà storiche come Arci, Fiom, Arci, Disability Pride Italia, Rete Pace e Disarmo e Rete No Bavaglio. A livello governativo, le istituzioni si preparano a gestire una manifestazione che potrebbe superare le 15mila persone, cifra considerata il minimo atteso dagli organizzatori. Blasi ha garantito massima attenzione sulla composizione dei manifestanti, annunciando che chiunque porti «pratiche difformi dalla linea del movimento» verrà automaticamente escluso.

L'evento assume dimensioni internazionali in una sorta di coordinamento globale contro gli assetti di potere tradizionali. Parallelamente a Roma, si terranno la manifestazione No Kings Day nelle principali città statunitensi e a Parigi, oltre a un mega-concerto di artisti britannici a Londra nell'ambito dell'iniziativa Together. Tale coordinamento evidenzia come il movimento No Kings rappresenti una spinta transnazionale verso una ridefinizione degli equilibri politici e sociali, alimentata anche dal risultato del recente referendum costituzionale sulla giustizia. Secondo Raffaella Bolini dell'Arci, il voto contrario alla riforma è stato interpretato come un respingimento più generale di modelli di governance autoritari che concentrano il potere nelle mani di una ristretta élite.