Daniela Santanchè ha varcato stamattina i cancelli del ministero del Turismo intorno alle dieci, accolta dalle telecamere dei giornalisti. In una giornata tutt'altro che ordinaria, la ministra ha evitato di commentare la delicata situazione che la riguarda: interpellata dai cronisti circa la comunicazione ufficiale proveniente da Palazzo Chigi di ieri, che le suggeriva di valutare le proprie dimissioni per una questione di 'sensibilità istituzionale', Santanchè non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi a un sobrio saluto mentre scendeva dall'auto con il telefono in mano. Il suo ufficio ha confermato che l'agenda della giornata rimane intatta, segnalando così una continuità operativa.
A difendere la permanenza della ministra è stato il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Lucio Malan, che durante i lavori d'Aula ha sottolineato come la Santanchè, come tutti i suoi colleghi, continuerà a operare seguendo le direttive della presidente del Consiglio. Malan ha anche colto l'occasione per replicare alle forze di opposizione, rimproverandole di fare 'campagna di menzogne' e ricordando che la premier si era presentata in Parlamento soltanto dieci giorni fa. Ha inoltre chiarito che le questioni riguardanti Santanchè, insieme a quelle del deputato Andrea Delmastro e della senatrice Giusi Bartolozzi, rappresentano vicende personali estranee alle attività governative. Le sue parole hanno scatenato momenti di tensione in Aula, con accuse incrociate tra maggioranza e minoranza, finché il vicepresidente Gian Marco Centinaio non ha dovuto minacciare la sospensione della seduta.
Non si è fatta attendere la risposta della sinistra parlamentare, che ha subito depositato una mozione di sfiducia nei confronti della ministra presso la Camera dei deputati. Nel documento, i firmatari sottolineano che l'articolo 94 della Costituzione consente al Parlamento di revocare la fiducia ai ministri tramite mozione motivata e ricordano come la responsabilità politica dei singoli esponenti dell'Esecutivo sia fondamentale per il corretto funzionamento del governo. L'opposizione sostiene inoltre che la dichiarazione della premier, rilasciata nel tardo pomeriggio del 24 marzo quando ha auspicato pubblicamente le dimissioni della ministra, rappresenterebbe una frattura nel rapporto fiduciario tra i due. Secondo la sinistra, il mancato passo indietro della Santanchè, di fronte a un chiaro segnale di distacco dalla leadership, configurerebbe una situazione di incompatibilità con l'incarico ricoperto.