Le ore della ministra del Turismo Daniela Santanchè nel governo sono ormai contate. A confermarlo è stato il vicepremier Antonio Tajani, che mercoledì ha rilasciato dichiarazioni molto esplicite sulla questione durante una breve conversazione ai corridoi di Montecitorio. Tajani ha sottolineato come la richiesta di dimissioni non provenga dalla sua iniziativa personale, bensì direttamente dalla presidente del Consiglio, che l'ha rivolta a un ministro della propria coalizione.

"Se la presidente del Consiglio ti chiede di dimetterti, devi farlo", ha affermato il leader di Forza Italia con tono perentorio, lasciando intendere che non vi sia spazio per negoziazioni o ripensamenti. Secondo le valutazioni di Tajani, la vicenda troverà una soluzione definitiva prima dell'inizio della prossima settimana, ben prima che la mozione di sfiducia nei confronti della ministra giunga effettivamente in discussione in Aula.

La crisi interna alla maggioranza arriva in un momento particolarmente difficile per la coalizione governativa, a pochi giorni dalla sconfitta referendaria sulla riforma della separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri, un progetto caro a Silvio Berlusconi che costituiva uno dei pilastri della strategia politica di Forza Italia. Quella battuta d'arresto alle urne aveva già messo alla prova la stabilità dell'esecutivo.

La questione Santanchè rappresenta dunque un ulteriore elemento di tensione, anche se le dichiarazioni di Tajani sembrano indicare una soluzione rapida e controllata, senza drammatizzazioni pubbliche. La gestione della crisi dovrebbe completarsi nei prossimi giorni, prima che il dibattito parlamentare sulla mozione aggiunga ulteriori complicazioni.