Un quadro allarmante emerge dalla ricerca coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità sui femminicidi e gli atti di violenza contro le donne in Europa. L'analisi, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet Public Health, si basa su dati raccolti da oltre 10mila accessi ai Pronto Soccorso di 16 Paesi europei tra il 2008 e il 2023, mettendo in luce un fenomeno ancora troppo sottovalutato.
Secondo lo studio, condotto attraverso il Database Europeo degli Infortuni di cui l'ISS è coordinatore principale, il profilo della vittima tipo di violenza di genere ha caratteristiche ben precise: si tratta prevalentemente di donne intorno ai 38 anni di età. Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda il momento in cui avvengono gli attacchi: la stragrande maggioranza delle aggressioni si verifica durante le ore notturne, un dato che sottolinea il carattere insidioso e domestico di molti episodi di violenza.
Ciò che rende ancora più drammatica la situazione è l'identità degli aggressori. Nel 48% dei casi documentati, chi perpetra la violenza è il partner della donna, ovvero la persona con cui condivide la vita quotidiana. Questo elemento trasforma la casa, luogo che dovrebbe essere rifugio e protezione, in un ambiente di pericolo e vulnerabilità per migliaia di donne.
I dati raccolti nel corso di 15 anni forniscono una base scientifica solida per comprendere l'ampiezza del fenomeno a livello continentale. La ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità rappresenta uno sforzo significativo per documentare sistematicamente questi episodi attraverso una fonte affidabile come i Pronto Soccorso, dove confluiscono le vittime di violenza che cercano cure mediche.
Questi risultati ribadiscono l'urgenza di interventi strutturali, dalla prevenzione alla sensibilizzazione, passando per il potenziamento dei servizi di supporto alle donne vittime di violenza. La ricerca scientifica fornisce dunque ai decisori politici e alle istituzioni europee evidenze concrete su cui costruire strategie di contrasto a un fenomeno che continua a rappresentare una grave violazione dei diritti umani.