Lo scontro tra la società gestore di infrastrutture di telecomunicazioni Inwit e il gruppo Fastweb+Vodafone, controllato da Swisscom, è approdato in tribunale. La multinazionale svizzera ha ufficialmente annunciato di aver promosso un'azione legale per far valere quello che ritiene essere un proprio diritto contrattuale: la possibilità di recedere dal master service agreement con anticipo rispetto alle scadenze previste dall'accordo vigente.

Il nodo della contesa riguarda l'interpretazione del contratto di servizio che regola l'utilizzo delle torri di trasmissione. Secondo la lettura di Fastweb+Vodafone, la clausola sulla durata consentirebbe al gruppo di svincolarsi già nel 2028, ossia dieci anni prima rispetto al 2038 indicato da Inwit come data di scadenza effettiva. Dietro questa divergenza si cela una questione economica rilevante: il provider svizzero punta a una revisione significativa delle tariffe attualmente pagate per accedere alle infrastrutture.

Dalla parte di Inwit arriva una risposta altrettanto determinata. Il gruppo ha dichiarato che le argomentazioni avanzate da Fastweb+Vodafone sono prive di fondamento legittimo e caratterizzate da intenti pretestuosi. Inwit sottolinea come i canoni applicati risultino inferiori rispetto alla media europea e ricorda di aver precedentemente proposto sia un arbitrato che una negoziazione assistita, entrambe respinte dalla controparte. La società delle torri ha già preannunciato di ricorrere presso il Tribunale di Milano per ottenere un provvedimento cautelare che blocchi gli effetti della disdetta e di impugnare le rivendicazioni in ogni sede competente.

Questa escalation rappresenta il capitolo più recente di una tensione crescente tra i due operatori. Una settimana prima dell'annuncio della causa, Tim e Fastweb+Vodafone avevano sottoscritto un accordo per la realizzazione di una nuova società infrastrutturale alternativa, con l'ambizioso progetto di costruire 6mila nuove torri. L'intesa appariva chiaramente orientata a creare pressione su Inwit, che rimane fornitrice strategica per entrambi i gruppi, specialmente dopo l'uscita di Tim dal capitale della società.

Una situazione paradossale complica ulteriormente lo scenario: Vodafone Plc, la società madre che ha ceduto a Swisscom le proprie operazioni italiane, figura ancora tra gli azionisti significativi di Inwit. I due colossi delle telecomunicazioni, dopo una transazione miliardaria, si ritrovano ora contrapposti in una contesa dalle molteplici implicazioni. L'impatto della notizia si è riflesso immediatamente sui mercati: il titolo Inwit ha subito un ribasso del 2,8%, chiudendo a 6,69 euro.