Donald Trump torna a commentare l'escalation militare nel Medio Oriente, sostenendo che l'intervento americano e israeliano ha impedito all'Iran di completare il suo programma nucleare. Secondo il tycoon newyorchese, la Repubblica islamica avrebbe raggiunto la capacità di armare testate atomiche nel giro di due o quattro settimane senza l'operazione militare coordinata avviata a fine febbraio.

Nelle sue dichiarazioni riprese dai principali media statunitensi, Trump ha enfatizzato come l'Amministrazione americana non avesse alternative rispetto all'azione intrapresa. Il presidente ha utilizzato un linguaggio deciso, paragonando il programma nucleare iraniano a un "cancro" da estirpare: "Quello che dovevamo fare era sbarazzarci del cancro, rimuovere il cancro. Il cancro era un Iran con la bomba atomica. E lo abbiamo rimosso", ha dichiarato.

Trump ha inquadrato questa operazione come uno dei successi della sua amministrazione, inserendola nel bilancio complessivo del suo primo anno in carica, che definisce come "il miglior primo anno di un presidente" nella storia americana. La narrazione della Casa Bianca punta a sottolineare l'efficacia dell'intervento militare coordinato tra Washington e Gerusalemme nel contenere le ambizioni nucleari iraniane.

Le affermazioni del tycoon arrivano in un momento di altissima tensione geopolitica nella regione, dove l'Iran resta uno degli attori principali della destabilizzazione. La questione nucleare iraniana rimane uno dei dossier più delicati della politica estera americana, con implicazioni significative per gli equilibri internazionali e la sicurezza di alleati come Israele e i Paesi del Golfo.