Una delegazione di pubblici ministeri romani ha visitato Crans-Montana per coordinare gli sforzi investigativi con le autorità elvetiche sulla tragedia che ha colpito il locale notturno Constellation. L'incontro ha portato a risultati positivi: le due procure hanno infatti concordato il trasferimento della documentazione acquisita durante le indagini preliminari, sebbene non siano stati fissati termini specifici per la consegna effettiva dei fascicoli.
L'accordo rappresenta un passo avanti nella collaborazione transfrontaliera per fare luce su quanto accaduto nella discoteca elvetica. Tuttavia, le complexità legate alle procedure internazionali suggericono che il processo sarà graduale e non immediato. I magistrati continueranno a coordinarsi per garantire che tutte le evidenze raccolte vengono esaminate con il massimo rigore.
Intanto, continuano a emergere dettagli dalle deposizioni dei testimoni superstiti. Roze, la fotografa che si trovava all'interno del locale al momento dei fatti, ha rilasciato una dichiarazione toccante sulla sua esperienza. La donna ha confessato di aver temuto di perdere definitivamente la vista a causa dell'accaduto. Secondo il suo racconto, Jessica Moretti le avrebbe chiesto di riprendere le riprese durante lo spettacolo con le bottiglie, nonostante la situazione di pericolo.
Le testimonianze dei sopravvissuti continuano a fornire elementi cruciali per ricostruire la sequenza degli eventi. Gli inquirenti stanno setacciando ogni dettaglio per comprendere appieno le responsabilità e le circostanze che hanno portato alla tragedia. La collaborazione tra le autorità italiane e svizzere rimane fondamentale per assicurare giustizia a chi ha subito danni fisici e psicologici.