Una X disegnata con lo scotch su un cartello stradale ha scatenato una cascata di sanzioni nella metropoli lombarda. Nel periodo delle Olimpiadi Milano-Cortina, dal 2 febbraio al 18 marzo scorso, il Comune aveva vietato temporaneamente il transito dei motoveicoli nella corsia preferenziale della 90-91, il tratto compreso tra viale Serra e piazzale Lodi. Tuttavia, l'unica avvertenza visibile ai conducenti era rappresentata da questo improvvisato nastro adesivo posizionato sul simbolo dei ciclomotori dipinto sul vecchio cartello stradale. Una scelta che si è rivelata catastrofica in termini di comunicazione e conseguenze legali.
L'avvocato Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano, è diventato il simbolo della protesta dopo essersi ritrovato 18 verbali di violazione nel giro di pochi giorni. Come ha riferito in un'intervista, centinaia o addirittura migliaia di altri automobilisti e motociclisti hanno subito lo stesso trattamento, ricevendo le notifiche delle contravvenzioni tramite posta tradizionale o attraverso l'applicazione ufficiale del cittadino. Molti conducenti non milanesi, come lo stesso Benenti, si sono trovati a scoprire l'infrazione solo successivamente, senza alcuna possibilità di accorgersene al momento della violazione.
Secondo l'esperto legale, il procedimento sanzionatorio è viziato da irregolarità sostanziali. L'articolo 79 del Regolamento di attuazione del Codice della strada stabilisce chiaramente che nei centri urbani qualsiasi cartello di divieto deve essere posizionato almeno 80 metri prima del punto dove entra in vigore il divieto stesso. Questa distanza di sicurezza consente ai conducenti di leggerlo e adeguare il comportamento in tempo. Un pezzo di nastro adesivo su un segnale preesistente, per quanto creativo, non soddisfa minimamente questi requisiti di chiarezza e visibilità.
A complicare ulteriormente il quadro è la gestione del controllo territoriale durante il periodo olimpico. Le pattuglie della polizia locale erano effettivamente presenti, ma concentrate esclusivamente nei pressi di via Ripamonti, dove si accedeva al Villaggio Olimpico. Il tratto critico tra piazzale Lodi e l'inizio di viale Serra, dove avvenivano effettivamente le violazioni, risultava completamente scoperto da presidi di controllo o da qualsiasi indicazione visiva aggiuntiva che potesse orientare i conducenti.
L'avvocato Benenti ha già avviato ricorsi amministrativi sostenendo che le sanzioni non hanno fondamento legale, data l'assenza di una corretta segnaletica stradale. La vicenda solleva interrogativi sulla comunicazione delle disposizioni temporanee alle cittadini e sulla responsabilità dell'amministrazione nel garantire che i vincoli imposti siano effettivamente noti a chi circola in città. Nel frattempo, la questione continua a generare malcontento tra gli automobilisti colpiti e potrebbe estendersi ben oltre le 18 contravvenzioni finora ricevute dal presidente di Federconsumatori.