Il ritorno di Harry e Meghan in Australia si trasforma in una questione politica esplosiva. L'arrivo della coppia reale, previsto per il prossimo mese, sta scatenando una sollevazione popolare senza precedenti nel Paese oceanico. Al centro della controversia c'è la questione dei finanziamenti: gli australiani non intendono che i loro soldi pubblici vengano utilizzati per supportare quella che viene considerata una visita a scopo commerciale, con tanto di biglietti da quasi duemila euro l'uno per il cosiddetto "Meg-stock", l'evento che ospiterà i Duchi durante il loro soggiorno.
L'organizzazione ambientalista e per i diritti civili Beyond Australia ha preso l'iniziativa lanciando una campagna aggressiva su Change.org. La petizione, dal titolo esplicito "Nessun finanziamento pubblico o sostegno ufficiale per la visita privata di Harry e Meghan in Australia", ha raccolto già oltre trentaduemila firme e continua a crescere a ritmo sostenuto, con le stime che la proiettano verso le 33mila sottoscrizioni. Gli organizzatori della protesta sottolineano che, qualora l'evento sia di natura commerciale e privata, deve essere trattato esattamente come tale, senza eccezioni e senza ricorso ai fondi statali per questioni di sicurezza o logistica.
La rabbia degli australiani non nasce da ostilità personale verso la coppia, ma dal momento storico particolarmente critico che il Paese sta attraversando. Con il costo della vita in salita vertiginosa, i cittadini si trovano stretti tra l'aumento dei prezzi alimentari, il caro carburante, i tassi di interesse alle stelle che rendono i mutui praticamente insostenibili e bollette energetiche che lievitano mese dopo mese. In questo contesto di vera sofferenza economica, l'idea che risorse pubbliche possano essere destinate a una visita di personaggi d'alto profilo suona come un insulto. Beyond Australia insiste sulla necessità di una distribuzione equa e responsabile dei fondi statali, senza favoritismi per nessuno.
Un ulteriore elemento di frustrazione nasce dalla confusione gestionale che ha caratterizzato le settimane precedenti. Per lungo tempo, le autorità australiane a tutti i livelli hanno evitato di fornire chiarimenti ufficiali su chi avrebbe dovuto sobbarcarsi i costi relativi alla sicurezza della coppia. Questa mancanza di trasparenza ha alimentato sospetti crescenti tra i cittadini sulla possibilità che il denaro pubblico finisse comunque utilizzato, indipendentemente dalle dichiarazioni ufficiali. Solo successivamente è arrivata una conferma formale che la visita sarà completamente finanziata privatamente, ma il danno all'immagine era ormai fatto. La controversia rimane viva e destinata a seguire passo dopo passo i preparativi per l'arrivo dei Duchi nella terra dei canguri.