Una scoperta che ha dell'incredibile quella effettuata dai carabinieri del nucleo specializzato Cites di Bari, in collaborazione con i colleghi del Parco di Altamura. Nel cuore di Sannicandro di Bari, all'interno di una palazzina residenziale, le forze dell'ordine hanno individuato e fatto irruzione in un vero e proprio rettilario sotterraneo, realizzato con sorprendente segretezza dietro una parete artificiale costruita appositamente per occultare il passaggio verso il seminterrato.

L'operazione ha portato alla luce una struttura organizzata per la detenzione illegale di specie animali tra le più pericolose del pianeta. All'interno della struttura nascosta erano alloggiati esemplari di anaconda lunghe fino a cinque metri, diverse varietà di pitoni e boa costrittori, insieme a un caimano dagli occhiali di oltre un metro e mezzo di lunghezza, rinvenuto in uno stato di fortuna all'interno di un congelatore adattato. Tra gli altri animali sequestrati figurava anche un varano d'acqua, rettile di notevoli dimensioni equipaggiato di artigli affilati e un morso potenzialmente letale.

La condizione di detenzione risultava completamente inadeguata agli standard minimi richiesti per la preservazione del benessere animale. I rettili erano privi di qualsiasi documentazione legale e di autorizzazione amministrativa. Tutti gli esemplari appartengono a specie protette dalla Convenzione di Washington, trattati internazionali che disciplinano il commercio e la detenzione di fauna selvatica a rischio di estinzione. La loro presenza rappresentava un duplice pericolo: sia per l'integrità degli ecosistemi che per la sicurezza dei cittadini, data la pericolosità intrinseca di queste creature.

L'indagine rappresenta un colpo significativo nella lotta al traffico illegale di animali esotici, un fenomeno in crescente aumento anche nel territorio nazionale. I carabinieri hanno documentato meticolosamente ogni aspetto della scoperta, catalogando gli animali sequestrati e mettendo in moto le procedure per garantire il benessere delle creature confiscate, che verranno affidate a strutture specializzate nel recupero e nella riabilitazione della fauna selvatica. Le indagini proseguono per identificare il responsabile di questa operazione clandestina.