Si è conclusa tragicamente in territorio libico la vita di Vittorio Baioni, settantenne che aveva attirato l'attenzione degli inquirenti nel complesso fascicolo legato alla scomparsa di Emanuela Orlandi. L'uomo ha perso la vita in un incidente durante una escursione in motocicletta nel sud del deserto libico. La notizia è stata diffusa ieri sera dal Tg1 della Rai, che ha trasmesso alcune delle rare fotografie disponibili che lo ritraevano in equipaggiamento da motociclista. Secondo la ricostruzione fornita da Ugo Filosa, coordinatore del tour fuoristrada in Libia, Baioni non avrebbe notato una sporgenza dietro una duna, causando una caduta da un'altezza di circa un metro e mezzo.
Il coinvolgimento di Baioni nella vicenda della giovane cittadina vaticana risale a circa due anni fa, quando entrò prepotentemente nella cronaca attraverso un contatto avvenuto sul dark web. Pietro Orlandi, fratello della scomparsa, ricevette un messaggio da qualcuno che si presentava come Vittorio Baioni. Quest'individuo affermava di aver mantenuto Emanuela in custodia a Londra per molti anni, presso una struttura gestita dai Padri Scalabriniani situata in Chapman Road. Le informazioni coincidevano sorprendentemente con quanto contenuto nei cosiddetti "cinque fogli" rinvenuti successivamente in una cassaforte dello Stato Vaticano, documenti che registravano le spese sostenute dalla Santa Sede per il mantenimento della Orlandi nella capitale britannica.
Tuttavia, la figura che si identificava con il nome di Baioni scomparve improvvisamente dopo aver consegnato a Pietro una serie di documenti relativi al caso, interrompendo ogni forma di comunicazione. Gli investigatori hanno ipotizzato che potesse trattarsi dell'ennesimo depistaggio, una pratica ricorrente nella storia di questo caso irrisolto che continua ad affascinare e inquietare l'opinione pubblica italiana.
Quando il vero Vittorio Baioni comprese di essere stato trascinato nel caso Orlandi, chiese formalmente di essere ascoltato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta istituita per fare luce sia sulla sparizione della Orlandi sia su quella di Mirella Gregori. Nel corso della sua deposizione, avvenuta il 16 ottobre presso la sede di Palazzo San Macuto, Baioni ha categoricamente negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, dichiarando di essere rimasto sorpreso quando il suo nome era stato associato al mistero della Vatican Girl. Ha inoltre sottolineato di non avere mai intrattenuto rapporti con la famiglia Orlandi e di non essere mai stato a Londra, cercando così di chiarire definitivamente la propria posizione rispetto a una storia che non gli apparteneva.