Emergono i risultati definitivi dell'autopsia sui due attivisti anarchici rimasti uccisi nel crollo del casale abbandonato della capitale, dove stavano costruendo un dispositivo esplosivo. Secondo quanto riportato dai medici legali, Alessandro Mercogliano è morto istantaneamente mentre maneggiava l'ordigno ad alto potenziale: le ferite riportate dal suo corpo, inclusa l'amputazione del braccio, testimoniano che si trovava a prossimità immediata della bomba al momento della deflagrazione. Sara Ardizzone, invece, ha perso la vita a causa del cedimento strutturale del tetto dell'edificio causato dall'onda d'urto dell'esplosione, non per lesioni dirette dovute al dispositivo. Entrambi gli esami hanno confermato l'avvenuto decesso istantaneo.

Le ricostruzioni degli investigatori indicano che l'incidente si è verificato nella serata precedente al ritrovamento dei corpi, una cronologia che trova riscontro nelle testimonianze di residenti della zona che hanno udito un forte botto durante la notte. Il contesto dell'accaduto rimane quello di un'operazione artigianale per la realizzazione di un ordigno, attività che ha avuto esiti fatali per entrambi gli attivisti.

Per quanto concerne i funerali, la famiglia di Sara Ardizzone ha deciso di celebrare una funzione religiosa secondo il rito cattolico domani, seguita dalla sepoltura. Gli ambienti anarchici, pur manifestando iniziale contrarietà, hanno accettato questa decisione in quanto espressione della volontà dei parenti. I militanti hanno tuttavia comunicato l'intenzione di organizzare successivamente un proprio momento commemorativo, descritto come una celebrazione "coerente con le convinzioni e il percorso di vita" della defunta.

L'amministrazione pubblica ha assunto posizioni molto rigorose riguardo ai movimenti di protesta previsti per domenica a Roma. Il questore Roberto Massucci ha emesso un divieto nei confronti dei raduni che i gruppi anarchici avevano organizzato nei pressi del casale e in successivi trasferimenti verso parchi della città. Nel provvedimento si sottolinea l'esigenza di preservare l'integrità del luogo interessato dall'esplosione per le necessità delle indagini giudiziarie, nonché l'assenza dei previsti avvisi legali per l'organizzazione della manifestazione. La questione viene inoltre inquadrata dal questore all'interno di una valutazione che giudica l'evento comunicativo incompatibile con "i principi della convivenza civile e democratica", dato che vi viene riconosciuta un'ispirazione ideologica anarchica e una vocazione celebrativa di caratteri considerati problematici dalle autorità.