Nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026 l'Italia passerà all'ora legale. Alle 2 del mattino le lancette si sposteranno avanti di sessanta minuti, raggiungendo le 3. Il meccanismo rimane lo stesso da decenni: l'obiettivo è sfruttare meglio la luce naturale nei mesi estivi, riducendo così la domanda di energia elettrica. Questo regime durerà sette mesi, fino al ritorno all'ora solare previsto nella notte tra il 24 e il 25 ottobre, quando i nostri orologi torneranno indietro.
La transizione avrà effetti tangibili sulla vita quotidiana. Chi possiede smartphone, tablet e smartwatch non dovrà fare nulla: la sincronizzazione avverrà automaticamente durante la notte per i dispositivi collegati a internet. Ben diversa la situazione per orologi da parete, sveglie tradizionali e apparecchiature più datate prive di connessione: per questi sarà necessario un intervento manuale. Gli automobilisti dovranno ricordare di controllare anche le plance delle proprie vetture.
Ciò che rende interessante questa edizione 2026 del cambio d'orario è il contesto politico che la circonda. La Commissione X della Camera dei Deputati, che si occupa di attività produttive, commercio e turismo, ha dato il via libera a un'indagine conoscitiva rivolta all'abolizione definitiva di questo cambio semestrale. L'impulso è partito dalla Società italiana di medicina ambientale, dall'associazione Consumerismo No profit e dal deputato Andrea Barabotti della Lega, che aveva presentato la proposta già nel novembre precedente.
L'indagine parlamentare mira a valutare la possibilità di introdurre un'ora legale permanente su tutto il territorio nazionale. La Camera intende coinvolgere enti di ricerca specializzati e organismi economici per ottenere un'analisi imparziale dei pro e dei contro di questa soluzione. Sul tavolo ci sono sia gli effetti socio-economici che le possibili ripercussioni su vari settori del paese. Questo significa che il cambio d'orario della prossima primavera potrebbe effettivamente essere tra i pochi rimanenti, se il Parlamento dovesse procedere verso l'abolizione del sistema attuale in favore di un orario fisso tutto l'anno.