Quando il resto del mondo pensa agli italiani, quali qualità vengono spontaneamente alla mente? Secondo una nuova indagine realizzata da Ipsos Doxa, la risposta è netta: le competenze relazionali, la creatività e l'attitudine all'innovazione rappresentano i tre pilastri su cui si fonda la reputazione internazionale del nostro Paese. Lo studio sarà ufficialmente presentato domani presso la Farnesina durante l'evento 'Parole che uniscono. Intercultura in dialogo col mondo', un appuntamento che celebra il settantesimo anniversario dell'associazione Intercultura.

I numeri della ricerca parlano chiaramente. Il 45% degli intervistati riconosce agli italiani una spiccata capacità di relazionarsi e integrarsi in contesti internazionali, mentre il 40% sottolinea la loro creatività e propensione all'innovazione. A seguire, con il 37%, troviamo la flessibilità, una qualità sempre più apprezzata in un mondo in rapido cambiamento. Questi dati suggeriscono che l'immagine dell'Italia nel mondo non è più legata esclusivamente agli stereotipi storici, ma si proietta verso una visione moderna e dinamica del nostro contributo alla comunità globale.

Diverso è lo scenario quando si parla di mobilità studentesca internazionale. In questo segmento, la percezione si afforza ulteriormente: il 68% degli italiani ritiene che gli scambi scolastici rappresentino uno strumento prezioso per promuovere l'Italia all'estero, mentre quasi un quarto del campione (24%) li definisce addirittura fondamentali. Tra coloro che attribuiscono massima importanza a questi programmi, la visione del nostro Paese come epicentro di talenti creativi sale al 48%, e l'idea di un'Italia imprenditoriale e intraprendente tocca il 40%.

Sulla fondamentale questione della lingua italiana, il consenso è pressoché unanime. Il 90% degli intervistati la considera un 'elemento identificativo della nostra identità nazionale', mentre l'84% è convinto che promuoverla nel mondo amplifi direttamente il prestigio e l'influenza italiana a livello internazionale. Tra le lingue europee, l'italiano si posiziona al primo posto per gradimento rispetto a spagnolo, francese e inglese. I motivi che spingono a studiarla sono principalmente tre: l'interesse per la cultura italiana (44%), il desiderio di visitare il Paese (35%) e le opportunità professionali (26%).

Un aspetto cruciale emerge infine dai dati sulla coesione nazionale. Chi partecipa a programmi di scambio internazionale sviluppa un legame con l'Italia significativamente più forte rispetto alla media nazionale, attestandosi all'84%. Parallelamente, il 94% di questi stessi giovani si autodefinisce 'cittadino del mondo', evidenziando come l'apertura internazionale non comprometta, bensì rafforzi, l'identità nazionale. La ricerca conclude che l'esperienza interculturale rappresenta uno dei fattori decisivi per generare coesione e orgoglio nazionale, trasformando i giovani in veri ambasciatori dei valori italiani nel contesto globale.