Colpo di scena nel caso che ha tenuto banco sui social negli ultimi giorni. Pascal Duvier, la guardia del corpo al centro della controversia scoppiata dopo il contatto avvenuto il 21 marzo in un hotel di San Paolo, ha finalmente rotto il silenzio pubblicamente ammettendo le proprie responsabilità, ma scagionando completamente la popstar Chappell Roan da ogni coinvolgimento nella vicenda.
Secondo quanto riportato dal Daily Mail, Duvier è colui che avrebbe affrontato in maniera decisa la piccola Ada e sua madre Catherine Harding, dopo che la bambina si era avvicinata al tavolo dove si trovava la cantante. Mercoledì 25 marzo, attraverso un comunicato pubblicato sul proprio profilo Instagram, l'uomo ha chiarito di agire per conto di una terza persona e di non essere parte della squadra di protezione dell'artista. "Le accuse circolanti online sono infondate e costituiscono una diffamazione nei miei confronti", ha dichiarato, sottolineando che la decisione di intervenire era stata presa autonomamente sulla base di valutazioni personali riguardanti i rischi di sicurezza.
La lite aveva preso piede nel fine settimana quando Jorginho Frello, calciatore brasiliano e patrigno della ragazza, aveva postato un duro attacco contro la cantante sui social media. Nel suo messaggio, Frello descriveva Ada come una semplice fan che aveva gettato uno sguardo da lontano al tavolo della sua beniamina, senza avvicinarsi né fotografare, prima di essere rimproverata dalla guardia. "Mia figlia è rimasta terrorizzata e ha pianto molto", aveva scritto il calciatore, aggiungendo considerazioni critiche sulla reazione divenuta, a suo dire, sproporzionata.
Chappell Roan, in risposta alle accuse, aveva già precisato attraverso un video pubblicato sulla medesima piattaforma che l'agente in questione non faceva parte del suo staff personale di protezione. Adesso, con l'ammissione di Duvier, la posizione della cantante risulta ulteriormente rafforzata. L'addetto ha ribadito che il suo intervento era motivato da una valutazione della situazione basata su informazioni raccolte presso la struttura alberghiera e su episodi precedentemente osservati, ritenendo di dover tutelare la sicurezza complessiva dell'ambiente.
Nell'ultimo comunicato, Duvier ha espresso rammarico per l'esito dell'accaduto: "L'interazione con la signora è stata cordiale e mossa da buone intenzioni, tuttavia il risultato rimane spiacevole". La dichiarazione chiude parzialmente il capitolo di una questione che aveva sollevato dibattiti online circa i confini tra diritto alla privacy delle personalità pubbliche e trattamento dei fan, riportando l'attenzione esclusivamente sulle azioni individuali di un singolo operatore di sicurezza piuttosto che sulla condotta della musicista.