Corinne Clery ha scelto il giorno del suo 76esimo compleanno, il 23 marzo, per aprirsi in una lunga intervista a «Un Giorno da Pecora» su Rai Radio1. L'attrice ha toccato argomenti delicati della sua vita privata, disegnando il ritratto di una donna che ha scelto consapevolmente la solitudine coniugale, ma non quella affettiva. Tra le confessioni più sorprendenti figura il fatto che attualmente convive solo con il suo cane, un bassotto al quale ha dato un nome tutt'altro che casuale: Vasco Rossi.
Sul tema del matrimonio, Clery ha dimostrato una visione pragmatica e non romantica dell'istituzione. Ha rivelato che potrebbe risposarsi, non per amore bensì per amicizia, che per lei rappresenta una forma d'amore altrettanto valida. L'ipotetico candidato sarebbe un caro amico che vive nelle vicinanze e condivide i suoi medesimi interessi. In questa ipotetica unione, l'attrice lascerebbe completa libertà al partner: non sarebbe gelosa e accetterebbe serenamente eventuali altre storie, con un solo vincolo non negoziabile — che ognuno mantenga la propria casa dove dormire.
Nella conversazione radiofonica emerge una considerazione che Clery ha iniziato a fare sempre più spesso negli ultimi tempi: il rimpianto di non essere stata lesbica. L'attrice ha spiegato che dal punto di vista estetico e intellettuale si sente molto attratta dalle donne, ma che questa attrazione non si estende alla sfera sessuale. Una sfumatura che rivela una certa frustrazione rispetto alle proprie inclinazioni naturali, anche se temperata da una consapevolezza ironica della sua situazione attuale.
A proposito della propria vita intima, Clery ha usato un'espressione colorita dichiarando che «la boutique è chiusa» ormai da sette o otto anni. Tuttavia, si è affrettata a precisare che questa chiusura non rappresenta un dramma o una mancanza nella sua esistenza complessiva. Ha sottolineato che l'assenza di un partner non comporta necessariamente privazioni in altri ambiti, e che nel corso della sua vita non si è fatta mancare niente di ciò che desiderava. Una dichiarazione che suggerisce una donna consapevole e soddisfatta dei propri percorsi, pur riconoscendo i propri rimpianti.
Le parole di Clery disegnano il quadro di una donna che ha abbracciato la solitudine con realismo, circondata dall'affetto di un animale domestico e dalla prospettiva di relazioni umane fondate su basi diverse da quelle tradizionali. In un'epoca in cui il tema delle scelte affettive e coniugali rimane centrale nel dibattito culturale, la candida auto-analisi dell'attrice offre uno spaccato sincero di come sia possibile costruire una vita consapevole e dignitosa al di fuori dei copioni convenzionali.