La Repubblica islamica dell'Iran ha condiviso sui propri canali un video sintetico realizzato tramite tecnologie di intelligenza artificiale, nel quale viene rappresentato un attacco missilistico contro la Statua della Libertà, il monumento più iconico degli Stati Uniti situato a New York. Nel filmato, la celebre scultura viene raffigurata con modifiche evidenti e viene colpita da un missile, distrutto.

Il contenuto diffuso da Teheran non rappresenta un evento reale ma una creazione digitale, realizzata mediante algoritmi di sintesi video. La scelta di utilizzare questa tecnologia suggerisce un intento comunicativo e simbolico piuttosto che documentario. Il video è stato distribuito attraverso i canali ufficiali iraniani come forma di messaggio politico.

Nella rappresentazione sono stati inseriti elementi visivi che includono riferimenti ad altre realtà geopolitiche critiche: secondo quanto riportato, il filmato contiene la presenza di nativi americani, civili di Hiroshima, e popolazioni dello Yemen e della Palestina. Questa composizione visiva appare intenzionata a collegare diversi conflitti e tensioni internazionali in un'unica narrazione.

L'episodio evidenzia come i governi stiano sempre più ricorrendo a contenuti generati artificialmente per scopi di comunicazione strategica e propaganda. L'utilizzo di deepfake e video sintetici rappresenta una tendenza in crescita nel panorama della comunicazione geopolitica contemporanea, sollevando questioni significative sulla diffusione di contenuti fuorvianti e sull'informazione nel contesto internazionale attuale.