Le operazioni di spegnimento del vasto rogo che ha colpito la riserva naturale delle Vaude nel Torinese si sono concluse durante la notte scorsa. L'incendio, scoppiato nel tardo pomeriggio di mercoledì, aveva messo in allerta i soccorritori per molte ore, richiedendo uno sforzo coordinato per contenere il propagarsi delle fiamme nell'area protetta.

La mattinata odierna ha riservato nuove insidie ai vigili del fuoco, costretti a tornare in campo per fronteggiare diversi focolai che si sono ravvivati a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Le correnti d'aria forti hanno infatti riattivato alcune zone ancora non completamente sotto controllo, prolungando le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell'area.

Secondo i dati preliminari forniti dalle autorità, l'estensione del danno è considerevole: le fiamme hanno distrutto circa 5 chilometri quadrati di vegetazione e bosco. La zona maggiormente colpita interessa il territorio compreso tra i comuni di Nole e San Carlo Canavese, dove gli effetti dell'incendio risultano più devastanti sia dal punto di vista ambientale che paesaggistico.

Aspetto che desta particolare preoccupazione è il sospetto che l'origine del rogo possa essere dolosa. Consapevoli di questa ipotesi, i carabinieri della compagnia di Venaria hanno aperto un'inchiesta per ricostruire la dinamica dell'accaduto e identificare eventuali responsabili. Gli investigatori stanno analizzando il punto di innesco e raccogliendo testimonianze per fare chiarezza sulle circostanze che hanno portato allo sviluppo dell'incendio.