Un appuntamento fisso di primavera incombe sui calendari degli italiani: nel fine settimana del 28-29 marzo faremo i conti con il cambio dell'ora legale. Nella notte tra sabato e domenica, alle due del mattino, le lancette degli orologi dovranno essere spostate in avanti di sessanta minuti, un gesto che milioni di persone ripeteranno nelle loro abitazioni e che avrà effetti immediati sulle nostre routine.
Il prezzo di questo cambio stagionale è il sacrificio di un'ora di sonno: domenica mattina ci troveremo costretti a svegliarci un'ora prima rispetto al solito, almeno formalmente. Tuttavia, il vantaggio emerge nelle ore pomeridiane e serali, quando il sole rimane visibile più a lungo nel cielo, regalando ulteriore luce naturale alle giornate e permettendo di godere più a lungo della clarità prima del tramonto.
Questa pratica, adottata in buona parte dell'Europa per ottimizzare l'utilizzo della luce solare, rimane in vigore fino all'autunno inoltrato. Il ritorno all'ora solare avverrà in concomitanza con l'ultima domenica di ottobre, precisamente il 26 ottobre, quando gli orologi verranno regolati indietro di un'ora, restituendoci il riposo notturno che avevamo ceduto in primavera.
Per chi desidera prepararsi al cambiamento, il consiglio è di iniziare a regolare i propri ritmi qualche giorno prima, anticipando gradualmente la sveglia e adeguandosi al nuovo orario. In questo modo, l'organismo avrà il tempo di adattarsi senza subire troppo l'effetto dello scombussolamento ormonale che caratterizza questi passaggi stagionali, particolarmente rilevante per chi soffre di disturbi del sonno.