Le autorità hanno scoperto una rete di adescamento online che coinvolge almeno quattro minori in diverse regioni italiane. Un 36enne residente a Vicenza, che viveva con i propri genitori, aveva creato profili falsi su Snapchat per conquistare la fiducia di giovanissime vittime. Il caso è venuto alla luce dopo che i genitori di un'undenne hanno rinvenuto conversazioni compromettenti nel dispositivo della figlia e hanno immediatamente avvertito le forze dell'ordine.
Secondo la ricostruzione degli investigatori della Polizia Postale di Rimini, coordinati dalla Procura bolognese, il 36enne aveva contattato la ragazzina presentandosi come un coetaneo milanese. Con una strategia ben rodată, l'uomo aveva prima cercato di stabilire un legame emotivo con la bambina, promettendole matrimonio una volta raggiunta la maggiore età. Successivamente, aveva iniziato a chiedere contenuti intimi e materiale sessuale autoprodotto, che la minore ha tragicamente inviato, non comprendendo le conseguenze delle proprie azioni.
L'attività investigativa ha permesso di identificare il sospetto e procedere con una perquisizione informatica. Dal telefono dell'indagato gli investigatori hanno recuperato prove decisive del rapporto illecito con l'undenne, ma hanno anche scoperto una serie di altre conversazioni con medesime finalità intraprese con ulteriori minori sparse sul territorio nazionale. Questo elemento ha trasformato il caso da semplice episodio di adescamento a situazione di criminalità organizzata contro l'infanzia.
Basandosi sulla documentazione raccolta, il giudice per le indagini preliminari ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare. Il 36enne è stato sottoposto al regime dei domiciliari in attesa dello sviluppo del procedimento penale. L'episodio sottolinea ancora una volta i rischi legati all'utilizzo dei social network da parte dei minori e l'importanza della vigilanza parentale sulla comunicazione online dei figli.