Il governo iraniano ha consegnato mercoledì sera la sua risposta formale alla proposta in quindici punti avanzata dagli Stati Uniti per porre termine al conflitto in corso. La comunicazione è stata inoltrata attraverso canali diplomatici mediati, come confermato da fonti qualificate dell'agenzia iraniana Tasnim. A questo punto, Teheran rimane in attesa della controreplica da parte di Washington.
La risposta iraniana poggia su quattro pilastri fondamentali. Innanzitutto, l'Iran chiede la cessazione immediata di quelle che definisce "operazioni terroristiche" condotte dal nemico. In secondo luogo, richiede l'implementazione di garanzie concrete e verificabili per escludere il ripetersi del conflitto in futuro. Il terzo punto riguarda il riconoscimento e il pagamento integrale dei danni di guerra e delle relative indennità. Infine, Teheran pretende l'estensione della fine dei combattimenti a tutta l'area geografica interessata, includendo tutti i gruppi di resistenza che hanno preso parte alle operazioni belliche.
Un elemento particolarmente sensibile nella posizione iraniana riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz. Una fonte ufficiale ha ribadito che la sovranità su questo cruciale corridoio marittimo rappresenta "un diritto naturale e legale" dell'Iran che deve trovare pieno riconoscimento nel qualsiasi accordo finale. Inoltre, è stata enfatizzata l'importanza del rispetto dei precedenti impegni assunti dalla controparte.
Le rivendicazioni attuali si aggiungono alle istanze già avanzate durante il secondo turno di negoziati tra Iran e Stati Uniti tenutosi a Ginevra, che si era svolto poco prima dell'escalation bellica attuale. Questo approccio a strati rivela una strategia negoziale dove Teheran accumula richieste nel corso delle successive fasi di trattativa, ampliando progressivamente la portata delle proprie condizioni.