Un tifoso rimarrà lontano dagli stadi per cinque anni. È quanto stabilito dal Tar del Piemonte, che ha confermato il provvedimento di allontanamento emesso nel 2022 nei suoi confronti. La decisione arriva dopo che l'uomo, in compagnia di un altro supporter, aveva compiuto un gesto con il braccio teso rivolto verso il terreno di gioco durante una partita di calcio.

L'episodio risale al campionato di Serie C della stagione 2021-22, disputato presso lo stadio Moccagatta di Alessandria, dove la Juventus U23 (oggi Juventus Next Gen) giocava le proprie gare casalinghe. I giudici amministrativi hanno definito il comportamento una "condotta provocatoria, estranea alla semplice passione sportiva" e "idonea a rappresentare un rischio concreto per la sicurezza e l'ordine pubblico". Il divieto riguarda tutte le manifestazioni calcistiche nazionali e internazionali, comprese quelle della squadra giovanile bianconera.

La difesa dell'uomo, affidata agli avvocati Davide De Bartolo ed Enrico Boero, aveva chiesto l'annullamento totale del provvedimento, sostenendo che il gesto fosse stato isolato e privo di intenti provocatori. Gli avvocati avevano inoltre specificato che i tifosi della squadra avversaria non presentavano alcun orientamento politico di sinistra, elemento che secondo la difesa avrebbe escluso una finalità provocatoria. I giudici hanno però rispinto questa linea argomentativa, ribadendo che il Daspo è uno strumento di prevenzione che scatta anche di fronte a semplici situazioni di pericolo per l'ordine pubblico.

Parallelo al procedimento amministrativo, è scattata anche una denuncia penale per violazione della legge Mancino del 1993, provvedimento normativo che contrasta la discriminazione e l'incitamento all'odio. Sulla conclusione di questo procedimento penale non sono trapelate informazioni pubbliche.

Il Daspo fu notificato il 26 aprile 2022. Già a settembre dello stesso anno il Tar aveva rigettato la richiesta cautelare presentata dall'uomo per bloccare immediatamente il provvedimento. La discussione nel merito della causa è stata affrontata soltanto il 3 febbraio 2026, all'interno di un'udienza straordinaria dedicata allo smaltimento dell'arretrato, evidenziando i tempi non sempre rapidi della giustizia amministrativa italiana.