Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e parlamentare di Fratelli d'Italia, ha depositato il 12 marzo un'interrogazione al Ministero dell'Istruzione riguardante 41 scuole che, secondo la denuncia, non avrebbero aderito agli eventi commemorativi della Giornata del Ricordo del 10 febbraio. L'atto parlamentare, sottoscritto da una decina di colleghi dello stesso partito, chiede al ministro Giuseppe Valditara di avviare verifiche su questi istituti scolastici. La Giornata del Ricordo è dedicata alla commemorazione della tragedia delle Foibe, un capitolo storico di grande rilevanza nazionale.
Secondo le comunicazioni ministeriali, le scuole sono invitate a promuovere momenti di riflessione su questa ricorrenza, tenendo conto dell'importanza attribuita alla "centralità della persona" nelle linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica. Il ministero non impone obblighi specifici, ma sollecita le istituzioni a partecipare a iniziative di sensibilizzazione su questo tema storico e culturale.
Marina Boscaino, insegnante, ha criticato duramente questa iniziativa parlamentare, definendola un nuovo esempio della pratica di sorveglianza e schedatura delle scuole che caratterizzerebbe l'operato dell'esecutivo negli ultimi tre anni e mezzo. Secondo Boscaino, la propensione a controllare le attività didattiche rappresenterebbe una tendenza preoccupante, soprattutto da parte di un governo che ha istituito il Ministero dell'Istruzione e del Merito.
L'insegnante solleva inoltre questioni circa l'applicazione selettiva di certi principi costituzionali, chiedendosi perché la "centralità della persona" non venga applicata con la stessa enfasi a situazioni internazionali controverse, come i conflitti mediorientali o le pressioni su altre nazioni. Critica anche l'atteggiamento del governo verso osservatori indipendenti e comitati civici che operano su questioni di diritti e uguaglianza.
La questione evidenzia una tensione crescente tra l'esercizio del controllo governativo sulle attività scolastiche e l'autonomia pedagogica degli istituti. Mentre il governo sostiene la necessità di promuovere la memoria storica nazionale, i critici temono che iniziative come quella di Rampelli rappresentino un'ingerenza eccessiva nella gestione didattica delle scuole, trasformando la commemorazione in uno strumento di controllo amministrativo piuttosto che in un momento genuino di riflessione educativa.