Nel cuore di Pordenone, davanti a Cinemazero e accanto ai licei cittadini, è stata posizionata ieri sera una panchina gialla come monumento vivente alla memoria di Giulio Regeni e alla ricerca instancabile della verità sulla sua scomparsa. L'installazione, avvenuta durante l'inaugurazione della diciannovesima edizione del Pordenone Docs Fest, rappresenta un messaggio simbolico ma carico di significato: quella panchina, volutamente obliqua, rimane storta finché non giungeranno le risposte che la famiglia e la comunità attendono da anni.

L'iniziativa del festival è stata presentata da Riccardo Costantini, curatore della manifestazione, che ha sottolineato come il gesto intenda fare proprio il percorso dei genitori del giovane ricercatore nel loro lotta per l'accertamento dei fatti. "Non è una battaglia solo personale, ma collettiva", ha evidenziato Costantini, ricordando che il festival sostiene con questa azione concreta gli sforzi volti a fare luce su quanto accaduto al giovane studioso friulano.

Accanto all'installazione della panchina, il programma della manifestazione include la proiezione del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo", realizzato da Simone Manetti. Il film sarà proposto sia agli studenti giunti a Pordenone da diverse nazioni europee che al pubblico internazionale del festival, offrendo una piattaforma per riflettere sulla vicenda che ha scosso l'opinione pubblica italiana e globale.

Particolarmente toccante il videomessaggio diffuso dai genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni, che hanno ricordato come Giulio fosse legato alla città di Pordenone, frequentatore assiduo delle sue iniziative culturali. I due hanno espresso gratitudine e affetto per il riconoscimento tributato al figlio, ma soprattutto hanno affidato al simbolo della panchina un messaggio potente: quella panchina resterà obliqua finché non emergeranno la verità e la giustizia che il caso merita. Una metafora efficace del loro impegno, che prosegue senza tregua.

L'occasione assume ulteriore rilevanza considerando che Pordenone è stata designata Capitale Italiana della Cultura per il 2027, posizionando la città come luogo di rilievo per la riflessione culturale e civile. La panchina gialla diventa così parte del paesaggio urbano e della memoria collettiva, un monito permanente che la ricerca di verità rimane una priorità.