Giovanni Donzelli, parlamentare di Fratelli d'Italia, ha intervistato dalla stampa le ragioni dietro l'abbandono della carica da parte di Daniela Santanché, ministra del Turismo, dopo che Giorgia Meloni ha esercitato pressioni in tal senso. Secondo Donzelli, la decisione scaturisce dalla volontà dell'esecutivo di inviare messaggi chiari e compiere una correzione di corso, pur senza toccare direttamente le competenze del dicastero turistico.

"Non sono le opposizioni, né i media, a determinare quando il capo del governo decide di avvicendare un ministro", ha dichiarato Donzelli, sottolineando come la Premier abbia l'autorità di spiegare le proprie scelte qualora lo desideri. L'esponente della maggioranza ha interpretato il cambio come un segnale più ampio rivolto anche agli elettori, suggerendo che questa correzione risponda a percezioni arrivate direttamente dal corpo elettorale.

Un aspetto cruciale del suo intervento riguarda il discrimine tra valutazioni politiche e giudiziarie. Donzelli ha chiarito che la decisione non deriva da considerazioni legate alla giustizia: il partito non ha mai creduto che spetti ai tribunali selezionare la classe dirigente del Paese. Ha inoltre evidenziato una contraddizione apparente nella gestione governativa: mentre alcuni parlamentari sono stati allontanati senza neppure essere sottoposti a indagini, altre figure che hanno ricevuto condanne conservano, secondo la visione di FdI, piena dignità e legittimità per operare.

Riguardo al proseguo dell'azione di governo, Donzelli ha ribadito che il mandato conferito agli italiani alle urne rimane saldo e che Meloni continuerà a guidare l'esecutivo fino al termine naturale della legislatura. Ha inoltre anticipato un rafforzamento dell'attenzione verso i cittadini per portare a compimento il programma elettorale presentato al paese.