La Procura della capitale ha avviato un'ampia inchiesta su quello che ritiene essere un sistema di appalti pubblici pilotati all'interno di importanti società statali. Le ipotesi di reato contestate includono corruzione, traffico d'influenze e turbativa d'asta. Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno condotto perquisizioni presso la sede del Ministero della Difesa (Teledife), presso Polo Strategico Nazionale, Terna Spa e Rfi Spa, la società ferroviaria responsabile della manutenzione e della sicurezza della rete del trasporto su rotaia nazionale.
Al centro dell'indagine figura un appalto da 400 milioni di euro indetto da Rfi lo scorso 19 aprile, destinato alla gestione dei sistemi informatici relativi al traffico e alla sicurezza ferroviaria. Secondo i magistrati, la procedura sarebbe stata manipolata a favore della Nsr srl, società specializzata in cybersicurezza, il cui amministratore di fatto è Francesco Dattola. L'imprenditore avrebbe ottenuto anticipatamente la documentazione tecnica della gara, suggerito modifiche al capitolato e preparato l'offerta sulla base delle specifiche tecniche divulgate in anticipo.
I pm sostengono che Dattola avrebbe ricevuto gli atti della procedura grazie a Riccardo Barrile, responsabile della cybersicurezza presso Rfi. Quest'ultimo avrebbe condiviso il documento con Carlo Antonello Bisi, referente di Tim per la rete ferroviaria, che lo ha poi trasmesso all'imprenditore. Entrambi i dirigenti risultano indagati per aver turbato la libertà delle procedure di gara. Inoltre, gli investigatori hanno documentato che Dattola avrebbe creato fondi neri attraverso un meccanismo complesso di fatturazioni fittizie e compravendita di orologi di lusso, riuscendo a recuperare circa 600mila euro in contanti nel 2023.
L'operazione ha interessato anche altre società controllate dallo Stato. La stessa Terna Spa, controllata attraverso Cassa Depositi e Prestiti, risulta coinvolta in analoghe anomalie nelle procedure. Secondo l'accusa, Dattola avrebbe operato in sinergia con il colosso informatico americano RedHat per orientare le gare a proprio favore. Indagato per i fatti relativi al Polo Strategico Nazionale anche l'amministratore delegato Iannetti.
I servizi oggetto delle gare investigati rivestono un'importanza critica per la sicurezza e il regolare funzionamento della rete ferroviaria italiana. L'inchiesta rappresenta uno dei più ampi scandali di corruzione amministrativa emersi negli ultimi anni all'interno del sistema infrastrutturale nazionale e solleva interrogativi sulla gestione delle procedure di affidamento nei settori strategici controllati dallo Stato.