La coalizione di centrosinistra lavora alla struttura delle prossime primarie, ma il Partito Democratico preferisce non affrettare i tempi. Due scenari sono sul tavolo: se le elezioni politiche slitteranno a marzo 2027, le consultazioni primarie si terrebbero in autunno 2026; qualora invece il voto si tenesse a maggio dello stesso anno, il cronoprogramma verrebbe posticipato ulteriormente.

Ogni formazione politica che compone la coalizione dovrà esprimere un candidato da far competere nella fase delle primarie. Un aspetto cruciale riguarda il posizionamento dell'area centrista, ancora in cerca di una soluzione definitiva che accontenti tutte le sensibilità presenti nel perimetro dell'alleanza.

Sul fronte personale, Beppe Sala, primo cittadino di Milano, ha sciolto i dubbi sulla sua partecipazione: non sarà della partita. La decisione del sindaco meneghino rappresenta un elemento di rilievo nello scenario che si sta delineando, sebbene al momento non siano trapelate le ragioni specifiche del suo dietrofront.

Il Pd, pur partecipando al dialogo con gli alleati sulla struttura organizzativa delle primarie, mantiene una postura attendista rispetto alle scadenze definitive. Questa cautela riflette probabilmente la necessità di gestire equilibri complessi all'interno della coalizione e di valutare ulteriormente il contesto politico generale prima di consolidare il calendario delle operazioni.