L'Italia conquista l'accesso alla finale mondiale in programma il 31 marzo in Bosnia, dove affronterà la nazionale balcanica, qualificatasi ai rigori contro il Galles. Tuttavia, la vittoria per 2-0 contro l'Irlanda del Nord suona come un campanello d'allarme per lo staff azzurro, poiché fino al 56esimo minuto la prestazione della Nazionale è stata tutt'altro che convincente. La superiorità sulla squadra numero 69 del ranking Fifa non si è tradotta in un calcio fluido e creativo, bensì in un gioco prevedibile, caratterizzato da una scarsa capacità di saltare l'avversario e da una manovra eccessivamente lenta.
La svolta arriva con il gol di Tonali, centrocampista del Newcastle, che sblocca il risultato al 56esimo e innesca una trasformazione nei ritmi e negli schemi degli azzurri. L'ingresso di Pio Esposito al posto di Retegui conferisce qualità maggiore al reparto offensivo, tanto che il raddoppio firmato da Kean all'80esimo, su assist proprio di Tonali, arriva con una geometria quasi perfetta. Tuttavia, fino a quel momento la gara era rimasta aperta, come testimoniato da una sbavatura di Donnarumma che ha creato momenti di tensione tra i tifosi azzurri.
A caldo, il commissario tecnico Rino Gattuso ha riconosciuto i demèriti della sua squadra nella prima frazione. "L'Irlanda del Nord ci ha sorpreso con le sue scelte di gioco - ha dichiarato il ct - Abbiamo affrontato il primo tempo in modo non ottimale, non era come l'avevamo preparata. Dopo il gol di Tonali il nostro rendimento è migliorato e lo spirito della squadra è stato positivo". Parole di sincerità che evidenziano come il calcio espresso negli ultimi cinquantacinque minuti non possa essere la base su cui costruire il sogno mondiale.
L'avversario, privo delle sue due stelle Bradley e Ballard, ha comunque dato battaglia fino alla fine, producendo un unico tiro in porta ma mantenendo dignità nel risultato. Il vero problema rimane interno alle dinamiche azzurre: la mancanza di inventiva del centrocampo rappresenta un nodo critico che Gattuso dovrà risolvere nei quattro giorni che separano dalla finale. Pisilli potrebbe offrire alternative interessanti rispetto a Barella, mentre Pio Esposito si candida come prima punta ideale, avendo dimostrato più dinamismo rispetto a Retegui, il quale ha anche sprecato un'occasione clamorosa quando il risultato era ancora sullo 0-0.
Nel prossimo allenamento il tecnico dovrà affrontare questioni tattiche e di posizionamento, poiché il talento e la creatività non si acquisiscono in pochi giorni, ma gli atteggiamenti e le scelte di campo possono essere corretti. Il palleggio orizzontale ripetitivo e il possesso palla sterile non rappresentano una strada percorribile contro avversari di maggior valore. L'Italia ha una finale da conquistare, ma dovrà presentarsi in Bosnia con una versione migliore e più consapevole rispetto a quella vista a Bergamo.