La Bosnia-Erzegovina stacca il biglietto per l'ultimo atto delle qualificazioni al Mondiale 2026. La squadra allenata da Sergej Barbarez ha battuto il Galles a Cardiff in una sfida combattutissima risolta dalla lotteria dei calci di rigore con il punteggio di 5-3. Una vittoria che spiana il cammino verso la finale playoff, appuntamento cruciale fissato per il 31 marzo allo stadio Olimpico di Zenica, dove i padroni di casa avranno il calore del proprio pubblico dalla loro parte.

La partita contro i gallesi racconta bene quale sia il volto attuale della nazionale bosniaca: una fusione tra l'esperienza di chi ha visto tutto e il talento fresco di chi sta ancora scoprendo il calcio mondiale. James aveva messo avanti il Galles al 51esimo minuto con un bolide da trenta metri che sembrava aver ipotecato il risultato. Ma ecco entrare in scena Edin Dzeko, il quarantenne monumento della Nazionale, che all'86esimo pareggia di testa ricucendo una partita che pareva ormai sfuggita di mano. E quando tutto semblava deciso, è toccato a Kerim Alajbegovic, diciotto anni, ala sinistra classe 2007, trasformare il rigore decisivo dopo aver regalato l'assist per il pareggio. Due generazioni a confronto, entrambe decisive nel momento giusto.

Dzeko rimane il riferimento assoluto della squadra bosniaca: con 147 presenze e 73 gol è il recordman di tutti i tempi, ancora capace di fare la differenza nelle situazioni di massima tensione. Al suo fianco c'è però una rosa compatta e tecnicamente superiore, come dimostrato dalla resistenza opposta al muro del Cardiff city. Una combination che dovrà ora misurarsi con l'Italia a Zenica, uno dei fortini più ostili per gli azzurri.

Gennaro Gattuso non sottovaluta l'ostacolo che si staglia davanti agli azzurri. Il commissario tecnico della Nazionale si è espresso con realismo sulla difficoltà della sfida: «La Bosnia è una squadra con giocatori d'esperienza, e giocare lì significherà affrontare uno stadio infuocato». Poi ha caricato l'atmosfera usando una metafora potente: «Abbiamo superato un primo momento difficile, ma ora dobbiamo scalare l'Everest». Il riferimento è chiaro ai fantasmi del passato che hanno tormentato la qualificazione azzurra, ma anche alla consapevolezza che manca solo una partita per raggiungere il Mondiale.

Le dichiarazioni di Gattuso rispecchiano bene quale sia la posta in palio: «Il Mondiale è un sogno che condivido con milioni di italiani, e vogliamo arrivare fino in fondo». Non c'è spazio per l'improvvisazione o le distrazioni a Zenica. La Bosnia ha provato di avere gli strumenti per sorprendere, l'Italia deve dimostrare di meritare quel biglietto per il 2026 che ormai sembra a portata di mano ma rimane ancora da conquistare.