Un cambio generazionale al femminile anima i vertici di Forza Italia. Stefania Craxi ha assunto la carica di capogruppo al Senato, succedendo a Maurizio Gasparri, in una transizione che affonda le radici nel legame storico tra le famiglie Craxi e Berlusconi. Secondo quanto emerge oggi, dietro questa mossa strategica c'è lo zampino di Marina Berlusconi, la quale ha orchestrato la riorganizzazione del partito fondato dal padre senza tuttavia assumere una visibilità pubblica diretta.

Stefania Craxi, intervistata da Repubblica, ha descritto il passaggio come un "normale avvicendamento" dovuto alla natura estenuante del ruolo di capogruppo. Ha inoltre rivelato che il cambio era stato concordato in precedenza, indipendentemente dall'esito del referendum. Durante una telefonata di congratulazioni con Marina Berlusconi, la nuova capogruppo ha sottolineato il legame emotivo che la unisce alla primogenita della famiglia Berlusconi, ereditato dal sodalizio che legava i loro padri. Berlusconi, a tal proposito, avrebbe commentato con tono affettuoso: "Quei due lassù staranno ridacchiando", alludendo ai loro genitori defunti.

Benché Marina Berlusconi operi fuori dai riflettori, la sua influenza sulla strategia di Forza Italia risulta sostanziale. L'obiettivo dichiarato è trasformare il partito azzurro in una formazione che rivendichi con fermezza i propri principi liberali, differenziandosi dalle altre componenti della coalizione di centrodestra. Questo progetto mira a conquistare consensi nel bacino moderato, attingendo tra gli elettori insoddisfatti sia dal centrosinistra che da Fratelli d'Italia. I temi prioritari identificati sono la riduzione della pressione fiscale, il sostegno all'iniziativa economica privata e il rilancio delle liberalizzazioni, questioni che la politica nazionale ha progressivamente trascurato.

I rapporti con il governo Meloni restano delicati. Marina Berlusconi ha contattato direttamente la premier per discutere della sconfitta referendaria condivisa e per comunicare la necessità di un "cambio di passo" nella leadership del partito. Secondo quanto riportato da La Stampa, il colloquio aveva anche lo scopo implicito di verificare la tenuta della maggioranza, sondando il terreno per comprendere se la crisi interna fosse controllabile o potesse degenerare. Il delicato equilibrio tra rinnovamento e stabilità rappresenta la sfida principale per i prossimi mesi, con Marina Berlusconi nei panni di regista silenzioso di questa transizione.