L'indagine sulla vita digitale del tredicenne che ha accoltellato un'insegnante a Trescore Balneario rivela un paesaggio inquietante fatto di profili social pieni di contenuti macabri, canali Telegram privati e una fitta rete di contatti internazionali legati all'estremismo. Scavando nei suoi account emerge non un ragazzino isolato, ma un individuo inserito in una comunità online dove la violenza di massa viene idealizzata e trasformata in materia di culto.
Su TikTok, il suo profilo non contiene creazioni personali, bensì una cascata di ricondivisioni di contenuti altrui incentrati su due macro-categorie: meme di natura sinistra e shitposting intenzionalmente provocatorio e di scarsa qualità. Tra i post più significativi spicca un'immagine di Adam Lanza, l'attentatore che nel 2012 entrò in una scuola del Connecticut e massacrò 27 persone tra alunni e docenti, accompagnata da una didascalia giocosa. Un secondo meme riguarda Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch del 2019 trasmessa in diretta via Facebook. Ancora più eloquente è un post che gioca sul significato di "Black Lives Matter", trasformandolo in "No Lives Matter", con un riferimento al network 764, rete internazionale conosciuta per le sue posizioni nichiliste estremiste e classificata come terroristica negli Stati Uniti.
La ricerca attraverso i social ha condotto gli investigatori a gruppi e chat su Telegram frequentati dal ragazzo. In uno di questi spazi virtuali il 13enne si esprimeva apertamente con altri utenti. Sebbene molti account siano stati successivamente rimossi o abbandonati, i messaggi rimangono tracciati. Il gruppo sembra sia stato creato il 24 marzo, esattamente il giorno precedente all'aggressione, e l'adolescente risultava attivo fino al 25 marzo. Tra i dialoghi emerge uno stralcio che riproduce parte del manifesto redatto dal ragazzo stesso, indicando una pianificazione del gesto e una volontà comunicativa consapevole verso la comunità online cui apparteneva.
Ciò che emerge dal quadro complessivo è l'esistenza di una sorta di tana del Bianconiglio digitale dove l'isolamento psicologico si trasforma in connessione con una dimensione globale di esaltazione della violenza estrema. I messaggi notturni, i meme glorificanti i mass murderer, le citazioni a reti terroristiche internazionali suggeriscono un influenzamento non casuale ma strutturato. I follower sparsi in giro per il mondo diventavano spettatori di uno show dove l'atto violento è il culmine di una narrazione costruita collettivamente online. Gli investigatori stanno ora valutando se e in quale misura questa comunità digitale abbia non solo influenzato il ragazzo, ma potrebbe anche averlo fornito di consigli, incoraggiamenti o addirittura strumenti per compiere il gesto.