Una fuga rocambolesca si è trasformata in arresto nel pomeriggio del 26 marzo a San Sebastiano al Vesuvio. Due giovani ladri, ricercati per il furto di una Fiat 500X parcheggiata in strada, hanno tentato di seminare una pattuglia dei carabinieri mettendo in atto una manovra che definire sfortunata sarebbe un eufemismo. Abbandonato il veicolo in una strada senza via di fuga, i fuggitivi hanno deciso di proseguire a piedi, scavalcando quella che sembrava una recinzione promettente. La realtà, tuttavia, si è rivelata ben diversa: il recinto che hanno oltrepassato era quello della stazione dei carabinieri forestali della zona, dove in quel preciso momento erano di guardia i militari. I due si sono così consegnati praticamente volontariamente nelle braccia della giustizia.

Ciò che rende ancora più sconfortante la vicenda è il tempismo: appena otto giorni prima, gli stessi individui erano stati arrestati per identico motivo. Nel precedente episodio, la disavventura era stata altrettanto singolare: anch'essi stavano fuggendo a bordo di una 500X rubata quando, dimentichi di disattivare il bloccasterzo, finirono con l'auto contro un muro, terminando nuovamente davanti al magistrato.

Il fascicolo criminale dei due giovani è ben più corposo di quanto potrebbe sembrare. Il 6 febbraio scorso, uno di loro è stato segnalato insieme a un complice 23enne per possesso di attrezzi modificati atti all'effrazione e per due furti di autovetture perpetrati il giorno precedente. Lo scorso giugno, entrambi erano finiti in custodia insieme a un terzo uomo 25enne per il furto di una Lancia Y asportata da corso Garibaldi a Pollena Trocchia: quella volta i carabinieri di Cercola li avevano intercettati e bloccati durante la fuga. Ancora più indietro, nel 2021, uno dei due era stato fermato mentre tentava un furto insieme al padre e a un altro complice 42enne, durante un'operazione coordinata dal nucleo radiomobile napoletano e dalla stazione di Poggioreale.

I due arrestati giovedì rimangono ora in custodia in attesa di giudizio, ennesimo capitolo di una storia criminale caratterizzata da errori ricorrenti e scarsa fortuna nell'arte della fuga. L'episodio evidenzia quanto il territorio napoletano continui a registrare furti d'auto seriali, confermando l'efficacia dei servizi di controllo e prevenzione che le forze dell'ordine continuano a mantenere attivi sulle strade della provincia.