Giuseppe Conte si posiziona come il favorito nelle primarie del centrosinistra, staccando nettamente l'attuale segretaria dem Elly Schlein. Secondo un sondaggio dell'istituto Izi pubblicato dal quotidiano Domani e condotto nel periodo successivo al referendum sulla giustizia, l'ex premier pentastellato raccoglie il 36,1% delle preferenze tra gli elettori del centrosinistra. Scendendo a una rosa più ristretta di tre candidati, la percentuale di Conte sale ancora, raggiungendo il 42,6%, confermando il suo dominio nel gradimento dell'area progressista.

A sorprendere gli osservatori è il posizionamento di Silvia Salis, la sindaca di Genova, che in entrambi gli scenari si piazza al secondo posto, superando Schlein. Quest'ultima viene però premiata per un dato diverso ma significativo: il 60% degli intervistati considera comunque le primarie uno strumento utile per selezionare il leader della coalizione. Un segnale che il popolo progressista rimane aperto a meccanismi democratici interni per scegliere il proprio candidato premier.

Il successo di Conte riflette sia la sua capacità di leggere i cambiamenti dello scenario politico che il lavoro di ricucitura condotto da Schlein nei mesi precedenti. La segretaria dem ha infatti investito risorse significative nel ricompattare un centrosinistra profondamente fratturato dall'esito delle elezioni del 2022, vinte da Giorgia Meloni. Pur non essendo la favorita per la sfida interna, Schlein rimane il fulcro della strategia di rilancio progressista.

Tuttavia, rimane aperto il capitolo della legge elettorale, autentico spartiacque per il significato politico delle primarie. Con la normativa vigente, il candidato premier coincide sostanzialmente con il leader del partito più forte della coalizione, che attualmente è ancora la Schlein e il Partito Democratico. Se la legge venisse riformata per introdurre l'obbligo di designare preventivamente il premier attraverso consultazioni aperte, le primarie acquisirebbero un ruolo ben diverso e decisivo. Resterebbe poi da definire la formula: ballottaggio aperto o riservato ai soli iscritti, primo o secondo turno.

I dati emersi dal sondaggio suggeriscono che il centrosinistra potrebbe essere pronto ad affidare a Conte il ruolo di guida della coalizione, ma il sistema elettorale attuale potrebbe impedire che questa volontà espressa dai militanti si traduca in realtà istituzionale. Un paradosso che evidenzia come la discussione sulle primarie non possa essere disgiungiunta da quella ben più ampia sulla riforma della legge elettorale nel nostro paese.