A soli 23 anni Francesco Cavestri ha già costruito un percorso artistico che molti musicisti impiegano decenni per realizzare. Il pianista e compositore classe 2003 è diventato uno dei nomi più promettenti della scena musicale contemporanea, tanto da essere stato inserito da Forbes nella prestigiosa lista degli Under 30 che stanno trasformando il mondo. Un riconoscimento ancora più singolare considerando che Cavestri è stato il primo musicista jazz a ottenere questa selezione.

La carriera del giovane bolognese procede a ritmo sostenuto: ha già all'attivo un album registrato quando aveva appena 17 anni in collaborazione con il trombettista italiano Fabrizio Bosso, ha frequentato il rinomato Berklee College of Music di Boston e ha lavorato con artisti di caratura internazionale come Malika Ayane e Paolo Fresu. In questo momento è impegnato in un tour mondiale che lo porterà a esibirsi negli Stati Uniti e in Canada, prima di tornare a casa per una data speciale.

Monday 30 marzo, alle 21:30, Cavestri sarà il protagonista della 18ª edizione del Paradiso Jazz Festival a Bologna, dove avrà l'occasione di presentare al suo pubblico di origine il suo particolare linguaggio musicale, che fonde sapientemente elementi del jazz tradizionale con sonorità elettroniche e contaminazioni della cultura pop contemporanea. È proprio questa capacità di transitare tra generi diversi che lo distingue nel panorama musicale attuale.

Quando ha iniziato a suonare il pianoforte a soli quattro anni, Cavestri non poteva immaginare la strada che lo attendeva. La vera epifania è arrivata a 12 anni, quando ha ascoltato 'Kind of Blue' di Miles Davis, un album che lo ha conquistato definitivamente alla musica jazz. A fornirgli il primo strumento è stata sua nonna, con un regalo che si è rivelato decisivo: sebbene né lei né i genitori fossero musicisti professionisti, la famiglia ha sempre ritenuto che la musica avesse un valore formativo imprescindibile.

Il momento cruciale della consapevolezza professionale è giunto durante la registrazione del suo primo album, quando ha visto le tracce della sua composizione sullo schermo della sala di regia. In quell'istante ha compreso che la musica non era più solo una passione, ma la sua vocazione autentica. I genitori, pur lasciandogli massima libertà decisionale, hanno gradualmente riconosciuto la serietà e il talento del figlio, supportandolo nel perseguire questa ambizione senza compromessi.