La vicenda che vede coinvolto Peter Thiel, braccio destro di Donald Trump negli ambienti della Silicon Valley, approda ufficialmente al Copasir. Il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha richiesto al governo informazioni dettagliate riguardanti possibili accordi commerciali tra Palantir, l'azienda di cui Thiel è una figura centrale, e diversi ministeri italiani per l'utilizzo di software di sorveglianza basati sull'intelligenza artificiale. La notizia è emersa quando l'esecutivo ha comunicato ai deputati del Partito democratico che non poteva fornire risposte alle loro interrogazioni sulla questione.
Il tutto ha avuto origine dalla presenza di Thiel in Italia, dove si trovava per tenere conferenze, circostanza durante la quale hanno iniziato a circolare indiscrezioni su incontri con esponenti della maggioranza governativa. Gli esponenti dem hanno deciso di chiedere conto al governo attraverso i canonici strumenti di controllo parlamentare. Andrea Casu, deputato del Pd, ha presentato prima una richiesta di interrogazione urgente, successivamente un'interpellanza urgente per la seduta di venerdì 27 marzo, entrambe rimaste senza risposta ufficiale.
Durante i lavori dell'assemblea, Casu ha insistito sulla legittimità della richiesta di chiarimenti: secondo il deputato, il parlamento ha il diritto di conoscere le scelte politiche dell'esecutivo sulla base delle ricostruzioni giornalistiche, indipendentemente dal fatto che il Copasir stia conducendo approfondimenti paralleli. Ha inoltre sottolineato che le domande poste non richiedevano informazioni coperte da segreto di stato, ma semplicemente la trasparenza su questioni di interesse pubblico, quali il numero di dati italiani potenzialmente nelle mani di Thiel e l'adozione dei sistemi Palantir nelle amministrazioni pubbliche.
Fabio Rampelli, che presiedeva la seduta, ha chiarito i termini della situazione spiegando che il governo, tramite lettera ufficiale, ha dichiarato di non essere in grado di fornire risposte. Secondo il regolamento della Camera dei deputati, l'esecutivo ha facoltà di astenersi dal rispondere agli atti di sindacato ispettivo motivando tale decisione, come avvenuto nel caso in questione. Rampelli ha precisato che non c'è stata alcuna violazione procedurale, ma il dato politico rimane significativo.
Resta ora da attendere se e quando i ministeri competenti saranno convocati presso il Copasir per fornire spiegazioni sulle eventuali trattative e rapporti intercorsi con l'imprenditore statunitense controverso. La decisione del governo di rimandare la risposta al comitato di sicurezza, anziché affrontare il tema direttamente in parlamento, alimenta interrogativi sulla trasparenza dell'operato dell'esecutivo su una questione che tocca temi sensibili legati alla sovranità dei dati nazionali e alla sicurezza informatica dello stato.