Si è spento all'età di 79 anni Beppe Savoldi, uno dei protagonisti indimenticabili della storia calcistica italiana e, in particolare, della Napoli degli anni Settanta. La notizia della sua scomparsa, avvenuta dopo una malattia affrontata con riservatezza, ha generato un'ondata di ricordi e attestazioni di stima da parte di appassionati e addetti ai lavori che ricordano ancora il suo straordinario contributo al calcio nazionale.

L'impatto emotivo della perdita si è manifestato anche attraverso i social network, dove Gianluca Savoldi, ex calciatore e figlio della leggenda azzurra, ha voluto condividere pubblicamente il proprio dolore e la gratitudine della famiglia. Nel messaggio affidato ai canali digitali, il figlio ha sottolineato l'importanza delle manifestazioni di affetto ricevute in questi momenti difficili, descrivendo come "l'amore non conosce confini di tempo e spazio" e come l'intero Paese stia piangendo la scomparsa di suo padre.

Per coloro che desiderano rendere un ultimo omaggio a Savoldi, la camera ardente sarà allestita a Bergamo presso la Casa del Commiato in via Suardi 36, con accesso dalle 8.30 alle 19.00 nel giorno della notizia. Il rito funebre si terrà il giorno successivo, sabato 28 marzo, alle dieci e trenta presso la chiesa dell'Ognissanti nel cimitero bergamasco. La famiglia ha espresso stima e gratitudine a quanti stanno manifestando vicinanza in questa fase di lutto.

La carriera di Savoldi rimane scolpita nei ricordi degli appassionati di calcio, in particolare per il celebre trasferimento estivo del 1975 che lo portò dal Bologna al Napoli. Questo affare rappresentò un vero spartiacque nel mercato calcistico nazionale: il costo complessivo dell'operazione, pari a 2 miliardi di lire dell'epoca, lo rese il trasferimento più oneroso mai realizzato fino a quel momento, conferendogli il soprannome che lo accompagnerà per sempre: "Mister 2 miliardi".

Durante le quattro stagioni trascorse sotto il Vesuvio, l'attaccante si dimostrò all'altezza delle aspettative e dell'investimento economico sostenuto dal club partenopeo. In questo periodo realizzò 77 reti complessive tra competizioni ufficiali e coppe, contribuendo a vittorie memorabili come la Coppa Italia del 1976 e la Coppa di Lega Italo-Inglese, oltre a guidare gli azzurri fino alle semifinali della Coppa delle Coppe nel celebre scontro contro l'Anderlecht. Prima di approdare in Campania, Savoldi aveva militato nell'Atalanta, dimostrando le qualità che lo avrebbero poi consacrato tra i grandi bomber della sua generazione.