Un ragazzo di soli 17 anni è finito in carcere giovedì mattina per aver tentato di uccidere un coetaneo durante una rissa scoppiata a Milano lo scorso 28 dicembre. I carabinieri della stazione di Porta Magenta lo hanno localizzato e arrestato in base a un'ordinanza cautelare emessa dal tribunale per i minori, concludendo così un'indagine durata quasi tre mesi su uno degli episodi di violenza giovanile più gravi registrati nella metropoli lombarda.

L'episodio critico si consumò nel pomeriggio di quella gelida giornata invernale in piazzale Arduino, nel cuore della zona CityLife di Milano. Una banale discussione tra giovani degenerò rapidamente in una rissa generalizzata che coinvolse il minorenne ora arrestato, la sua vittima diciannovenne e altri ragazzi, alcuni dei quali ancora in fase di identificazione. Nel culmine dello scontro fisico, il 17enne estrasse una lama e colpì ripetutamente il giovane, provocandogli una ferita profonda all'altezza del costato.

La vittima venne scoperta in condizioni critiche dai carabinieri e trasportata d'urgenza all'ospedale San Gerardo di Monza, dove i medici combatterono contro il tempo per salvargli la vita. Dopo delicate manovre chirurgiche e giorni di terapia intensiva, il ragazzo è stato dichiarato fuori pericolo, sebbene il trauma fisico e psicologico rimanga significativo.

Per il minorenne arrestato l'accusa è pesante: tentato omicidio aggravato e partecipazione a rissa. Il giovane, di origini egiziane, si era dato alla fuga subito dopo il crimine, sparendo nel tessuto urbano milanese. Le forze dell'ordine hanno condotto un'indagine minuziosa raccogliendo testimonianze, analizzando filmati di videosorveglianza e seguendo tracce biologiche, riuscendo infine a identificarlo e rintracciarlo.

L'arresto rappresenta un nuovo capitolo della lotta della questura milanese contro la violenza giovanile, un fenomeno che continua a preoccupare amministratori e famiglie. Il caso tornerà ora dinanzi ai giudici competenti, che dovranno valutare le responsabilità del giovane e le circostanze che portarono a un gesto tanto estremo per una lite apparentemente futile.