Continua a montare la tensione tra due pesi massimi del piccolo schermo italiano. Durante la trasmissione di mercoledì 25 marzo, Bruno Vespa, conduttore di Porta a Porta su Rai1, ha lanciato un appello ufficiale all'azienda lamentandosi che qualcuno non rispetta le regole sulla durata dei programmi. Sebbene il nome non fosse stato fatto, gli indizi puntavano chiaramente verso Milo Infante e la sua trasmissione Ore 14 su Rai2, anche se inizialmente non si escludeva il coinvolgimento di Stefano De Martino con il suo Step.

Non è passato inosservato lo sfogo di Vespa, che ha sottolineato come il rispetto dei tempi sia fondamentale nel palinsesto televisivo e come l'azienda dovrebbe farsi carico di garantire il pieno rispetto di queste regole. Le sue parole hanno sollevato un velo su dinamiche poco trasparenti che caratterizzano i rapporti tra i conduttori delle reti Rai, evidenziando una frizione che va al di là delle semplici questioni di orario.

La risposta non se l'è lasciata attendere. Il giorno successivo, durante la chiusura della puntata di Ore 14, Infante ha colto l'occasione per replicare in diretta, senza mai nominare Vespa ma in modo inequivocabile. Il conduttore ha evidenziato come la sua trasmissione sia meticolosa nel garantire la continuità ai programmi successivi, aggiungendo una battuta pungente sul fatto che il programma parta alle 14:10 nonostante il nome. Con tono ironico ma fermo, ha dichiarato: "Noi le regole le conosciamo, le rispettiamo e soprattutto rispettiamo l'azienda che dà lavoro a me e alla mia squadra".

Non è mancata una sottile frecciatina rivolta al pubblico, invitandolo esplicitamente a non cambiare canale verso Rai1, gesto che ha ripetuto anche dopo la pausa pubblicitaria. Il messaggio era chiaro: un invito a rimanere fedeli a Rai2 anzichè migrare altrove. Questo scambio di battute, pur mantenendo le apparenze della cortesia professionale, rivela un clima tra i due colleghi tutt'altro che sereno.

Lo scontro, per quanto elegante in superficie, rappresenta una spaccatura più profonda nelle dinamiche interne della televisione pubblica, dove la competizione per gli ascolti e il rispetto dei palinsesti rimane un terreno di scontro. Al momento non sono arrivate risposte ufficiali che suggeriscano una conclusione della querelle, lasciando aperta la possibilità di ulteriori sviluppi in questa contesa tra due figure di rilievo del panorama televisivo italiano.