Pierluigi Pardo, volto storico della telecronaca italiana, si è raccontato senza filtri nella nuova puntata di 'Ciao Maschio', il talk show condotto da Nunzia De Girolamo in onda sabato su Rai 1. L'intervista ha toccato i temi più intimi della vita del giornalista, a partire dal legame fondamentale con la madre: una figura che Pardo descrive come luminosa e appassionata, ricca di entusiasmo e dedizione sia allo sport che al teatro. Visibilmente commosso, il telecronista ha sottolineato come quella relazione sia stata determinante nel plasmare la sua personalità.

Un momento particolarmente significativo della conversazione ha riguardato gli ultimi dodici mesi della vita materna, segnati dalla malattia. Pardo ha ricordato questo periodo come un'esperienza che, pur dolorosa, ha regalato momenti di straordinaria intimità familiare: occasioni preziose per scambiarsi parole belle e significati profondi. La scomparsa del padre, avvenuta qualche anno prima, aveva intensificato il loro legame. Il telecronista ha raccontato di aver assunto un ruolo attivo nella vita della madre, organizzando serate a teatro e concerti per mantenerla circondata di cultura e bellezza.

La conversazione si è spostata anche sulla paternità, arrivata relativamente tardi nella vita di Pardo. Ha rivelato di aver avuto un figlio a 48 anni e mezzo, caratteristica che attribuisce al suo temperamento impulsivo e disponibile a nuove sfide. Con una punta di nostalgia, ha ammesso che avrebbe preferito diventare padre in età più giovane, pur non negando la gioia che questa esperienza gli ha portato.

Non poteva mancare un riferimento alla chiusura della sua lunga collaborazione con Mediaset, avvenuta in un momento particolarmente delicato sotto il profilo personale: proprio quando la condizioni di salute della madre iniziavano a peggiorare. Nonostante la difficoltà di quella transizione, Pardo ha voluto riconoscere il valore del percorso trentennale compiuto nella rete Berlusconi, definendola con affetto una 'famiglia meravigliosa'. Dal palco di Rai 1, ha espresso gratitudine sincera verso i tanti colleghi e collaboratori con cui conserva relazioni solide e piene di stima, ribadendo che la conclusione di quell'esperienza, sebbene dolorosa, rimane un capitolo importante della sua carriera professionale.