Il Pentagono ha reso noti venerdì i numeri della guerra tra gli Stati Uniti e l'Iran attraverso il proprio Comando Centrale. Le operazioni belliche, indicate col nome "Operazione Epic Fury", hanno finora causato gravi perdite tra le file americane: tredici militari hanno perso la vita e oltre trecento sono rimasti feriti sin dall'avvio del conflitto.

Secondo le dichiarazioni del capitano della Marina Tim Hawkins, fra i 303 feriti la stragrande maggioranza ha riportato lesioni di lieve entità. Una circostanza che ha permesso a ben 273 soldati di riprendere immediatamente le proprie mansioni operative, dimostrando la capacità di resilienza delle truppe americane dispiegate sul terreno.

Tuttavia, il quadro non è interamente positivo. Fonti anonime presso l'amministrazione americana hanno confermato all'Agenzia France-Presse che dieci militari continuano a trovarsi in gravi condizioni di salute, richiedendo cure intensive. Il loro recupero rimane incerto e rappresenta una fonte di preoccupazione per il comando militare.

Riguardo ai caduti, il bilancio complessivo è di tredici vite perse, con sei di questi concentrati specificamente nel teatro iracheno. I numeri testimoniano l'intensità dello scontro e le sfide affrontate dai reparti americani nella regione, già complessa per ragioni geopolitiche e strategiche consolidate.