Il Consiglio dei ministri riunito ieri pomeriggio a Palazzo Chigi ha approvato il decreto fiscale atteso da settimane dal mondo produttivo e dai consumatori. Il provvedimento tocca questioni cruciali per l'economia italiana: da un lato affronta la questione del gettito sulle importazioni di basso valore, dall'altro rafforza gli incentivi per le aziende che investono in modernizzazione tecnologica. Due capitoli che rispecchiano le priorità del governo nel trovare un equilibrio tra il controllo della pressione fiscale e il sostegno alle imprese.
Sul fronte dei consumatori, l'esecutivo ha deciso di posticipare l'entrata in vigore della controversa tassa sui pacchi di modico valore provenienti da paesi extra-europei. La misura, originariamente prevista per tempi più brevi, entrerà in vigore il 1° luglio prossimo. Questa scelta consente all'Agenzia delle dogane e dei monopoli di completare gli adeguamenti informatici necessari per gestire gli obblighi doganali sulle spedizioni internazionali al di sotto dei 150 euro. Il rinvio rappresenta un respiro temporaneo per chi acquista regolarmente online da fornitori extra-comunitari, evitando aumenti di costo immediati.
Ma il cuore del provvedimento riguarda gli incentivi alle imprese attraverso l'iperammortamento, il meccanismo che permette alle aziende di dedurre rapidamente il costo degli investimenti in macchinari e attrezzature. Il governo ha eliminato un vincolo significativo introdotto nella manovra finanziaria precedente: la limitazione che vincolava l'agevolazione ai soli beni prodotti in Europa o in paesi dello Spazio economico europeo. Una scelta che amplia notevolmente lo spettro degli investimenti agevolabili a partire dal 1° gennaio 2026, indipendentemente dall'origine geografica della strumentazione.
Il costo della misura per le casse pubbliche è considerevole ma distribuito nel tempo. Lo Stato ha stanziato 95,6 milioni di euro per il 2027, cifra che salirà a 191,5 milioni nel 2028 e raggiungerà 297,5 milioni annui rispettivamente nel 2029 e 2030. L'impegno proseguirà con 267,6 milioni nel 2031 e 172 milioni negli anni successivi. Questi numeri testimoniano l'intenzione dell'esecutivo di sostenere concretamente il rinnovamento del parco tecnologico nazionale, con risorse crescenti almeno fino al 2030.
L'approvazione del decreto rappresenta una soluzione di compromesso alle pressioni conflittuali che arrivavano dai vari settori: i consumatori temevano rincari sugli acquisti internazionali, le imprese chiedevano maggiore flessibilità negli investimenti, soprattutto in un contesto di competizione globale sempre più serrata. Con il rinvio della tassa sui pacchi e l'eliminazione dei vincoli geografici sull'iperammortamento, il governo tenta di accontentare entrambi i fronti, almeno nel breve termine.