Roberto Gualtieri, sindaco della capitale, si è recato oggi al sacrario nazionale della Foiba di Basovizza nel corso del Viaggio del Ricordo, portando con sé una delegazione di giovani studenti. L'occasione è stata propizia per ribadire quanto sia cruciale recuperare dalla perdita di memoria gli eventi tragici che hanno caratterizzato il confine orientale italiano nel periodo successivo al secondo conflitto mondiale. Si tratta, secondo Gualtieri, di una vicenda storica troppo a lungo sottovalutata e rimossa dal dibattito pubblico, ma che rappresenta una pagina fondamentale per la consapevolezza collettiva del nostro Paese.
Il primo cittadino ha evidenziato come negli ultimi anni si sia finalmente creata una memoria condivisa attorno a questi eventi. In questo processo positivo rivestono un ruolo centrale l'istituzione del Giorno del Ricordo, che ogni anno ricorda le vittime, e il modo maturo e consapevole con cui la società italiana continua a interpretare questa ricorrenza. L'obiettivo, ha sottolineato, non è solo fare luce su quanto accadde, ma trasformare questa conoscenza in una lezione di civiltà.
"Tutti abbiamo il dovere di vigilare affinché il nazionalismo rimanga una parentesi chiusa della storia e non torni a minacciare il nostro futuro," ha dichiarato Gualtieri, ricordando che Trieste, per la sua posizione geografica e il suo ruolo storico, rappresenta simbolicamente proprio questo crocevia di civiltà e culture. Nonostante le difficoltà del momento presente, il sindaco ha ribadito un atteggiamento di fiducia nella capacità dei popoli di costruire convivenza pacifica e fraterna.
Durante la visita, il gruppo ha sostato anche presso il Magazzino 26, dove sono conservate le proprietà personali degli esuli giuliani e dalmati, testimonianza tangibile delle sofferenze subite da migliaia di persone. È stata poi resa omaggio al monumento ai Caduti di Basovizza, che ricorda quattro antifascisti sloveni giustiziati nel lontano 1930. Questi due momenti della giornata hanno permesso ai giovani studenti di confrontarsi direttamente con la complessità e la densità emotiva della storia della regione.