La decisione della Corte d'Appello di concedere i domiciliari a Gabriel Costantin ha scatenato la reazione furibonda di Chiara Balistreri, ex protagonista di reality televisivi, che affida il suo sfogo a un video pubblicato su Instagram. La ragazza, oggi ventitreenne, accusa l'uomo di aver commesso violenze nei suoi confronti per un quinquennio intero, e non nasconde il terrore che prova di fronte alla sua prossima scarcerazione.

Secondo quanto riferito dalla stessa Balistreri, Costantin sarà sottoposto a sorveglianza elettronica mediante braccialetto e ritornerà nella casa della propria madre tra due giorni. La giovane denuncia però che la medesima abitazione è anche il luogo dove lei ha subito le aggressioni fisiche lungo cinque anni di relazione. Dentro quella casa, aggiunge, risiedono anche due minori di sesso femminile. Il quadro che emerge è di una donna profondamente scossa da una decisione giudiziaria che sente come un tradimento del sistema che avrebbe dovuto proteggerla.

Nelle sue dichiarazioni, Balistreri sottolinea che rifiuta categoricamente di indossare ella stessa alcun dispositivo di protezione tecnologica. «Non mi serve a nulla», sostiene, aggiungendo una frase che racchiude tutta la sua disperazione: se dovesse accaderle qualcosa, la responsabilità morale ricadrà su chi ha deliberato il ritorno a casa del suo aguzzino. Un'accusa pesante rivolta a magistrati e istituzioni, che secondo la ragazza tradirebbero il loro mandato di tutela.

La protesta di Balistreri si estende anche a una critica più ampia dello Stato italiano. «Questo Paese non protegge le donne», dichiara, esprimendo una frustrazione che tocca tematiche spinose relative alla violenza di genere e all'efficacia dei meccanismi di sicurezza previsti dalla legge. Il suo appello pubblico, lanciato attraverso i social media, trasforma una questione personale in un grido di allarme sui limiti delle protezioni legali per le vittime di abusi domestici.