L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha introdotto una serie di modifiche significative ai programmi di sostegno per i lavoratori autonomi e i collaboratori che si trovano in situazioni di difficoltà occupazionale. Le novità riguardano principalmente due strumenti: la Discoll, destinata ai collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione Separata, e l'Iscro, rivolta ai liberi professionisti. Le principali correzioni interessano gli importi massimi degli assegni, i criteri di cumulabilità e l'eliminazione di alcuni ostacoli procedurali che finora hanno limitato l'accesso a queste prestazioni.

Per quanto concerne la Discoll, il nuovo tetto mensile raggiunge quota 1.584,70 euro lordi di indennità massima nel 2026, rappresentando un aumento di 34,70 euro rispetto all'anno precedente. Parallelamente, sale anche la soglia di riferimento sulla quale viene calcolato il 75 per cento dell'indennità, ora fissata a 1.456,72 euro contro i 1.422 euro del 2025. Questi incrementi rispecchiano l'adeguamento ai prezzi al consumo e consentono ai beneficiari di ricevere prestazioni più robuste economicamente. La misura si rivolge ai collaboratori che hanno subito una cessazione involontaria del rapporto di lavoro e che non risultano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Per gli iscritti all'Iscro, ovvero i professionisti titolari di partita Iva, gli importi subiscono una revisione analoga. Il sussidio, ormai diventato strutturale nel sistema di welfare italiano, può oscillare tra un minimo di 255,53 euro mensili e importi superiori, con modifiche rispetto alle soglie precedenti. Questa prestazione viene erogata per sei mesi consecutivi e non prevede l'accredito di contributi figurativi durante il periodo di percezione. Rimangono invariate le incompatibilità: chi percepisce l'Iscro non può simultaneamente ricevere pensioni, altre indennità di disoccupazione, l'Assegno di Inclusione o ricoprire incarichi di natura politica.

Le modifiche introdotte dall'Inps comportano effetti virtuosi per i beneficiari: ampliare i limiti di cumulabilità significa permettere ai lavoratori autonomi di continuare a svolgere attività generatrici di reddito senza penalizzazioni eccessive sull'indennità ricevuta, agevolando così il mantenimento di una capacità economica durante il periodo di transizione occupazionale. L'eliminazione dei rigetti automatici, inoltre, riduce gli ostacoli burocratici e facilita l'accesso effettivo alle prestazioni per chi ne ha diritto. Questi aggiustamenti rappresentano un segnale della volontà del legislatore di rafforzare il supporto economico a una categoria di lavoratori storicamente meno tutelata rispetto agli occupati dipendenti.