La tragedia consumatasi in una piazza di Massa ha portato la magistratura a completare il quadro degli indagati nel caso che ha causato la morte di Giacomo Bongiorni. Il procedimento coinvolge cinque giovani, tutti residenti nelle periferie della città toscana, con un'età compresa tra i sedici e i ventitré anni. Due di loro sono stati sottoposti a fermo: si tratta di Alexandru Ionut Miron e Eduard Alin Carutasu, rispettivamente diciannovenne e ventitreenne, entrambi di nazionalità romena.
Secondo le ricostruzioni finora emerse, gli indagati sono ragazzi che condividono caratteristiche comuni: vivono nei quartieri più marginali di Massa e la sera solito frequentano gli spazi pubblici della zona della movida locale. I residenti li descrivono come giovani dalla condotta generalmente ordinaria, anche se alcuni di loro presentano precedenti penali. Nel caso dei due maggiorenni romeni, le indagini hanno confermato che appartengono a famiglie che si sono radicate e integrate nella comunità locale.
La famiglia della vittima rimane sconvolta dall'accaduto. Anna Vita, la suocera di Giacomo Bongiorni, ha dichiarato di non riuscire a trovare perdono per quanto verificatosi. Nel frattempo, i genitori di alcuni degli aggressori hanno provato a fornire una versione alternativa dei fatti, ipotizzando che i loro figli possano essere stati a loro volta vittime di violenza. Una ricostruzione che contrasta nettamente con quanto emerge dalle testimonianze e dalle prove raccolte sino ad ora.