Giuseppe Conte è tornato a commentare gli ultimi sviluppi politici nazionali e internazionali in occasione della presentazione del suo primo libro, 'Una nuova primavera', svoltasi oggi a Roma davanti ai giornalisti. L'ex presidente del Consiglio ha colto l'opportunità per toccare due temi cruciali: la strategia del centrosinistra italiano e gli equilibri geopolitici europei.
Sul fronte domestico, Conte ha chiarito la sua posizione riguardo alla successione della leadership del polo progressista. Secondo l'esponente pentastellato, le primarie rappresenteranno il capitolo conclusivo di un percorso più ampio: prima sarà necessario elaborare un programma condiviso su cui l'intera coalizione converga, solo successivamente si procederà alla selezione del candidato più idoneo a concretizzarlo. Conte ha inoltre auspicato che il meccanismo delle primarie rimanga il più possibile aperto, garantendo la massima partecipazione.
Ben più tagliente il giudizio dell'ex premier rispetto agli eventi ungheresi. Conte ha interpretato il voto in Ungheria come un evento dalle significative implicazioni politiche internazionali. Ha specificamente definito questa consultazione elettorale come «una grande sconfitta» per Viktor Orbán e per coloro che lo hanno sostenuto direttamente dalla campagna: Netanyahu, Salvini, Meloni e Trump. A suo dire, questi leader avevano inteso scendere in campo esplicitamente per cercare di preservare il modello di governo orbaniano.
Durante lo stesso evento, condotto dal giornalista Giovanni Floris, Conte non ha risparmiato critiche anche al presidente americano Donald Trump. In particolare, ha commentato negativamente le dichiarazioni rilasciate da Trump nei confronti di Papa Francesco, giudicandole come indecorose e scomposte. L'ex premier ha espresso preoccupazione con una frase dalle tinte classiche, affermando che «mala tempora currunt» — un avvertimento sugli oscuri presagi che tali atteggiamenti potrebbero portare.