Prosegue il tortuoso iter giudiziario che coinvolge John Elkann e Gianluca Ferrero, storico consulente della famiglia Agnelli. La procura torinese ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio per il presidente di Stellantis in relazione ai reati di truffa e violazioni tributarie emersi da un'inchiesta sulla dichiarazione di residenza di Marella Caracciolo, vedova del fondatore Gianni Agnelli, deceduta nel 2019 all'età di 92 anni.
L'indagine, originariamente innescata da un esposto presentato da Margherita Agnelli (madre di Elkann), ha accertato che gli inquirenti sospettano un tentativo di far risultare la signora residente in Svizzera anziché a Torino. Secondo le ipotesi investigative, questa strategia avrebbe rappresentato un meccanismo per eludere obblighi fiscali e potenzialmente sottrarsi a questioni ereditarie legate alla successione di Gianni Agnelli. L'indagine ha visto coinvolti anche la Guardia di Finanza e gli uffici della procura.
Nell'udienza preliminare di oggi presso il Palazzo di Giustizia torinese, è emerso un complicato scenario procedurale. Elkann aveva presentato istanza per accedere alla messa alla prova, con il supporto della procura, mentre Ferrero aveva proposto di definire la posizione attraverso un patteggiamento pecuniario. Tuttavia, il gip competente ha rigettato entrambe le proposte, determinando il proseguimento verso il giudizio ordinario. La difesa di Elkann ha sottolineato che il rinvio a giudizio rappresenta un passaggio procedurale necessario per ricostituire l'unità del procedimento, ribadendo l'estraneità del suo assistito ai fatti contestati.
Il procedimento attraversa una fase cruciale. Tre fascicoli separati saranno riunificati il prossimo 22 giugno, quando verranno composti in un'unica pratica processuale. A questi si aggiunge il filone che vede coinvolto Remo Morone, un notaio, accusato di presunti abusi relativi alla registrazione presso la Camera di Commercio torinese degli assetti di Dicembre, la holding che controlla il patrimonio dell'intero gruppo familiare.
I prossimi sviluppi dipenderanno dall'orientamento della procura. Qualora i magistrati mantenessero la loro impostazione originaria, potrebbero chiedere proscioglimenti su parte delle contestazioni, aprendo scenari diversi rispetto all'assetto attuale dell'accusa. La vicenda rimane sotto i riflettori come uno dei capitoli più delicati della complessa storia patrimoniale della famiglia Agnelli.