La Commissione parlamentare Antimafia si riunisce domani in seduta di presidenza per tracciare il programma dei prossimi lavori. Al centro del dibattito interno figurano tre questioni cruciali: la convocazione di Andrea Delmastro, l'ex viceministro della Giustizia costretto alle dimissioni dopo la scoperta del suo coinvolgimento societario in un ristorante legato al boss Michele Senese, l'avanzamento delle indagini sulla mafia milanese (fascicolo Hydra) e l'eventualità di istituire una commissione speciale dedicata ai legami tra criminalità organizzata e mondo politico, come suggerito dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante un intervento parlamentare.

Dalla riunione presidenziale dipende anche la programmazione di una missione ispettiva prevista a Milano presso la prefettura locale per giovedì, oltre all'audizione del procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca. Fratelli d'Italia, nel frattempo, attacca il presidente della commissione Roberti Scarpinato, accusandolo di voler smantellare l'organismo stesso attraverso un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano, secondo quanto riportano gli esponenti del partito governativo.

Il Partito Democratico, però, frena sul progetto di allargare il perimetro investigativo. La linea dem è di non permettere che il nuovo filone sulle infiltrazioni politiche distragga l'attenzione dagli approfondimenti già in corso. Debora Serracchiani, membro della commissione, sottolinea il rischio di una "diluizione" dei dossier più sensibili: "Estendere le indagini a tutti gli esponenti del panorama politico rischia di impedire di concentrarsi su ciò che conta davvero, ossia le questioni già poste all'ordine del giorno". Il partito di centro-sinistra insiste sulla necessità di calendarizzare innanzitutto la missione nel Sud pontino e di procedere rapidamente con le audizioni relative al caso Delmastro.

Su quest'ultimo punto i democratici chiedono chiarimenti precisi: come è stato possibile che un ex sottosegretario sotto protezione per le minacce di stampo mafioso potesse frequentare ambienti compromessi? Quali controlli sono stati disposti dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dagli uomini incaricati della scorta? Le risposte, ritengono al Pd, richiedono il proseguimento delle linee investigative già avviate, non una dispersione di energie su fronti ulteriormente allargati.